La vita di Anna Frank in un fumetto

di Giulia De Filippo 1

Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, è uscita per Rizzoli-Lizard la graphic novel dal titolo “Anna Frank. La biografia a fumetti”. Il diario, testimonianza sugli anni della Seconda guerra mondiale e sulla deportazione della giovane Anna e della sorella Margot nei campi di concentramento, è conosciuto in tutto il mondo dal momento della sua pubblicazione in Olanda avvenuta nel giugno del 1947.

Ma, a volte, per conoscere la storia, risulta più efficace il potere delle immagini e, in questo caso, si è preferito fare affidamento all’immediatezza data da un fumetto per “estendere la conoscenza della storia di Anna ad un pubblico più vasto possibile, soprattutto tra i giovanissimi”, come ci tiene a sottolineare Hans Westra, direttore della Fondazione Casa di Anna Frank.

Il progetto di questa graphic novel è stato curato dallo scrittore Sid Jacobson e dall’illustratore Ernest Colòn, due americani che avevano già realizzato il fumetto “The 9/11 Report: a graphic adaptation”, sugli attacchi terroristici dell’11 settembre.

Qui, però, non si tratta di una semplice trasposizione del “Diario”: grazie a un intenso e accurato lavoro di ricerca, è stato possibile descrivere anche la vita della famiglia Frank. Siamo nel 1918 e l’Europa esce a fatica dalla Grande Guerra a cui ha partecipato anche l’ebreo tedesco Otto Frank, che ritorna in una Germania devastata sotto tutti i punti di vista. Dal matrimonio con Edith Hollander nascono due figlie, Margot nel 1926 e Anna tre anni dopo. La famiglia dovrà affrontare le difficoltà del dopoguerra, la nascita del Partito nazionalsocialista, la dittatura di Hitler e le leggi antisemite. Così, l’unica soluzione sembra quella di abbandonare Francoforte e trasferirsi ad Amsterdam. Ma nel 1940 l’Olanda viene invasa dai tedeschi, e per gli ebrei iniziano periodi di persecuzioni e violenze.

Anna è ancora adolescente quando si ritrova a vivere in un rifugio segreto che poi si rivelerà fatale: nel 1944 sarà catturata insieme agli altri sette occupanti e deportata nei campi di Auschwitz e di Bergen -Belsen, dove purtroppo troverà la morte. Solo il padre sopravviverà a questo orrore e riuscirà a pubblicare proprio quel diario ormai divenuto testimonianza diretta di una delle pagine di storia più terrificanti di sempre.

Attraverso i disegni e i dialoghi della graphic novel è stato possibile rendere in modo realistico l’intensità della biografia di Anna Frank, ormai simbolo della Shoah, la sua vita spensierata e felice di bambina, fino all’incubo di una vita negata e di una dignità fatta a pezzi.

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