C’era una volta adesso di Massimo Gramellini, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini è forse il romanzo di cui tutti noi avevamo bisogno senza sapere effettivamente di averne necessità: l’empatia che queste pagine sono in grado di esprimere dovrebbero rappresentare un insegnamento per tutti coloro che dalla pandemia di coronavirus in atto non hanno capito nulla né di se stessi né del mondo circostante.

Un punto di vista diverso sulla pandemia

La pandemia ha senza dubbio costretto l’essere umano a confrontarsi era venire a patti con quella che è la sua natura prettamente animale: ci si aspettava di cambiare in positivo e a mesi di distanza dall’inizio dell’emergenza ci si rende conto che la gente non solo si è incattivita in alcuni casi, perlomeno in Italia, ma addirittura ha sviluppato un analfabetismo funzionale ancora più grave di quello presente prima dell’arrivo del Covid-19. “C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini, attraverso gli occhi e la semplicità di un bambino uno dei periodi più brutti dell’intero globo.

La domanda di partenza che il protagonista si pone è questa: cosa racconterò ai miei nipoti quando sarò vecchio? Mattia, questo il suo nome, decide di iniziare a raccontare il mondo in cui ha vissuto dal 2020, anno in cui la pandemia di coronavirus ha sconvolto la sua vita di bambino di 9 anni.

In qualche modo la situazione di emergenza è uno stimolo per riflettere a quella che è stata la propria esistenza e la propria situazione familiare e non solo: l’abbandono del padre quando Mattia aveva solo tre anni, l’ansia e la paura vivere in un periodo nel quale non è consentito nemmeno andare a scuola. E ancora tutti i canti dal balcone e le storie impossibili d’amore costrette ad essere vissute in lontananza e nel timore di non farcela.

Un libro che tutti dovrebbero leggere

“C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini è un libro che dovrebbe essere letto perché attraverso gli occhi di un bambino di nove anni è possibile gettare uno sguardo su come ognuno di noi ha affrontato questa situazione di emergenza. Abbiamo fatto tutti abbastanza? Abbiamo tentato di proteggere i nostri cari e le persone attorno a noi? Sono domande che è lecito porsi e che il romanzo stimola soprattutto nel momento in cui il giovane protagonista inizia a comprendere come diventare grandi proprio attraverso questa straordinaria situazione e l’aiuto di figure importanti come la nonna e la sorella.

Più in generale si tratta di un libro che dovrebbe essere letto da chiunque per ritrovare quell’empatia che viene espressa e che spesso in molti, negli ultimi mesi, hanno completamente dimenticato essere una delle parti più importanti dell’essere umano.

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