Bancarelle di libri usati ed antichi in via d’estinzione

di Valentina Cervelli Commenta

Spread the love

Chi abita in grandi città come Roma, Milano e Torino se le ricorderà sicuramente. Fino a qualche anno fa era possibile trovare sui marciapiedi, spesso corredati di veri e propri gazebo nei quali effettuare con nochalance la propria scelta, delle bancarelle specializzate in un’unica e rara merce: i libri usati. Erano luoghi pittoreschi, ai quali talvolta ti avvicinavi con timore, perchè spesso lo sguardo furbo del libraio ti faceva capire che ne sapeva molto più di te. Ora questi piccoli mercati sono in via di estinzione.

Ed è un vero peccato, perchè era proprio in questi piccoli angoli che i venditori ricavavano dai marciapiedi, sempre più spesso davanti a monumenti o palazzi di interesse, che la cultura sembrava addensarsi in un unico punto, pronta a spiccare il balzo verso di te ed a rendersi disponibile in forme congeniali. Erano luoghi magici dove spesso si trovava l’0ccasione a poco prezzo. Ma ancor più sovente ci si poteva imbattere in volumi di pregio, messi a disposizione per una fugace lettura ed un acquisto sicuro.

Certo, non vi era la scelta che poteva esserci in una libreria di grido, ma era fuori da ogni dubbio che se si era alla ricerca del libro antico e di storie dimenticate ma dal gusto sempre attuale, era lì che ci si doveva recare. Personalmente ho potuto visitare diverse bancarelle di quelle poste nella Capitale, ed ogni volta che mi ci approcciavo me ne allontanavo con dei piccoli tesori. Nulla di eclatante in quanto a costo, ma un esempio di ricchezza letteraria come pochi.

Ciò che era al contempo bello da osservare era la tipologia di clientela. Potevano esserci ragazzi e ragazze come me fissati per la lettura, ma non mancavano mai professori e ben pensanti di nota fama, che quasi sempre, tra un libro sfogliato ed uno acquistato, si fermavano a discorrere di poesia e filosofia con colui che i libri li vendeva e che erroneamente tutti pensavano “ignorante” e poco colto. Ogni volta era uno spettacolo rendersi conto di quanto una prima impressione fosse sbagliata. Ora la bancarella, sia per motivazioni legali che culturali, è in via di estinzione.  Ed è davvero un peccato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>