A Venezia parte il rogo di libri degli scrittori pro-Battisti

di Giulia De Filippo Commenta

Raffaele Speranzon, assessore alla Cultura della provincia di Venezia, ha proposto a “titolo personale” l’attuazione di un vero e proprio boicottaggio civile nei confronti di quegli scrittori italiani che l’11 febbraio 2004 firmarono la petizione per la liberazione di Cesare Battisti. I libri in questione dovranno essere rimossi dalle biblioteche civiche e scolastiche, e gli scrittori sotto accusa non dovranno essere invitati a partecipare ad eventi e manifestazioni letterarie.

Raffaele Speranzon, assessore alla Cultura della provincia di Venezia, ha proposto a “titolo personale” l’attuazione di un vero e proprio boicottaggio civile nei confronti di quegli scrittori italiani che l’11 febbraio 2004 firmarono la petizione per la liberazione di Cesare Battisti. I libri in questione dovranno essere rimossi dalle biblioteche civiche e scolastiche, e gli scrittori sotto accusa non dovranno essere invitati a partecipare ad eventi e manifestazioni letterarie.

Nella lista nera sono finiti intellettuali tra i più importanti nel panorama culturale italiano: Tiziano Scarpa, il collettivo Wu Ming, Massimo Carlotto, Vauro, Loredana Lipperini, Pino Cacucci, Nanni Balestrini, Giuseppe Genna e, perfino, Roberto Saviano. Questi sono solo alcuni degli autori che stanno rischiando di vedere censurate le loro opere, ma l’elenco è in continuo aggiornamento. Molti di loro hanno deciso di prendere parte attivamente alla protesta sollevata in questi giorni sul web. Sui social network come Twitter e FriendFeed, lettori e scrittori si sono mobilitati contro questo gravissimo attacco alla cultura: è possibile rintracciare tutti i link e le opinioni a riguardo grazie all’hashtag #rogodilibri. Mentre tumblr e blog sono stati il terreno su cui coltivare le “armi” della protesta a suon di post, dichiarazioni e aggiornamenti sulla lista di proscrizione. I più seguiti – anche perché direttamente coinvolti – sono il blog Lipperatura di Loredana Lipperini e il sito di Wu Ming.

Tra le varie opinioni, quella di Carlo Lucarelli, solidale con l’iniziativa del collettivo Wu Ming, sembra riassumere in modo più che esplicito l’accaduto: “Quello che stanno cercando di fare con questa lista di proscrizione è veramente una porcata ed è pura censura del dissenso. Io non sono uno dei firmatari dell’appello pro Battisti, ma sono disponibile ad appoggiare comunque qualunque iniziativa condivisibile nel contrastare questa squallida operazione da dittatura stupida“.

Avere posizioni differenti sul caso del terrorista Battisti può giustificare questo atto di censura rivolto a numerosi scrittori del nostro paese? Ha davvero senso svuotare gli scaffali delle biblioteche e togliere, quindi, la possibilità di crearsi una propria opinione a riguardo? Quella di Speranzon potrebbe essere una provocazione, ma non bisogna mai sottovalutare azioni che opprimono la libertà d’espressione. Facciamolo per la democrazia, ma soprattutto per l’amore verso la cultura.

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