Valérie Tasso, Antimanuale del sesso. Recensione

di Barbara Commenta

 Valérie Tasso è diventata nota al grande pubblico con Diario di una ninfomane, in cui raccontava della sua scelta di prostituirsi, lei che si dedicava appassionatamente e furiosamente al sesso per conoscere meglio se stessa, per necessità economica.

I racconti biografici della Tasso, proseguiti poi con altri volumi, non sono, secondo me, scandalosi semplicemente per la tranquillità e spudoratezza con cui ci concede di conoscere la sua vita privata e le sue scelte sessuali.

Valérie Tasso spiazza il lettore di pagina in pagina per il livello della narrazione e del linguaggio usato. Non rientra infatti nello stereotipo di donna perduta o prostituta che si muove da sempre nel nostro immaginario. La scrittrice è si è infatti laureata prima in Scienze economiche e in Lingue e letterature straniere e successivamente in Sessuologia.

Prima di diventare famosa e di dedicarsi alla scrittura e al giornalismo televisivo e radiofonico, ha ricoperto incarichi manageriali. Insomma, si svincola dai luoghi comuni e disorienta il lettore. In particolare, con questo Antimanuale del sesso, ci porta a riflettere, attraverso excursus storici, filosofici, psicologici, sul significato della sessualità e dei gesti del sesso.

Ormai si parla così tanto di sesso, afferma la Tasso, che il sesso non esiste più, esiste solo il parlarne. Come se ne parla? Che significato hanno ormai i concetti di verginità, orgasmo, autoerotismo, omosessualità? Quanto una scorretta definizione degli stessi incide poi nella nostra vita e nelle nostre scelte?

C’è poi vera informazione o dietro un’apparente eccesso di notizie si nasconde ancora il solito vecchio, e io aggiungerei maschilista, discorso normativo? Non aspettatevi di leggere un libretto leggero e divertente. Un po’ autobiografia, un po’ manuale, a tratti saggio, l’Antimanuale del sesso è pieno di sorprese e di spunti originali che specialmente noi donne non possiamo lasciarci sfuggire.

Verginità/imene/coito pare essere la triade su cui si basa il racconto di questo presunto rito iniziatico. Un rito – questo ci fanno credere – nel quale si perde tutto: innocenza, verginità, imene…e non si guadagna niente. Come se con la prima parola che leggiamo perdessimo la vista, come se con il primo dubbio che insorge si perdesse il ben dell’intelletto. Abbiamo fatto della prima volta una preoccupazione e non un valore, un pericolo e non un apprendistato, un’andata e non un ritorno, l’arrivo del principe azzurro e non il bacio del ranocchio. E di quel rapporto sessuale – consumato sulla base della disinformazione e patrocinato dall’insuccesso – abbiamo fatto, e continuiamo a fare, un condizionamento esistenziale per il resto della nostra vita.

Autore: Valérie Tasso
Titolo: Antimanuale del sesso
Traduzione di Luisa Cortese
Editore: Tropea
Anno: 2008
Pagine: 224
Prezzo: € 15,50
ISBN 978-88-558-0060-0

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