Per una biblioteca indispensabile, la recensione

di Barbara Commenta

Pochi giorni fa vi parlavo del libro Per una biblioteca indispensabile di Nicola Gardini. Dopo averne letto uno stralcio sul sito dell’Einaudi mi ero decisa a comprarlo ed ora eccomi qua, col tomo verde primavera in mano, a dirvi cosa ne penso e di quali libri parla.

Spero di non rovinarvi la sorpresa e di non spaventarvi elencandovi, per prima cosa, alcuni dei cinquantadue classici della letteratura italiana su cui Gardini si è concentrato. Non uso a caso il verbo “spaventarvi”. Con una mia amica, mentre scorrevamo l’indice, ci tornava in mente la nostra professoressa del liceo.

Spero che prima o poi si sia imbattuta anche lei nei Diritti del lettore di Pennac, altrimenti ci sono generazioni di studenti che dovranno comprare il testo di Gardini per leggere serenamente di opere che hanno cortesemente odiato. Ecco l’elenco.

L’Adone di Giambattista Marino, Alcione di Gabriele D’Annunzio, L’allegria di Giuseppe Ungaretti, Aminta di Torquato Tasso, Il barone rampante di Italo Calvino, Canti di Giacomo Leopardi, Canzoniere di Francesco Petrarca, Il Canzoniere di Umberto Saba, La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda, Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, La coscienza di Zeno di Italo Svevo, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Decameron di Giovanni Boccaccio, Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei, Divina Commedia di Dante Alighieri, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, Il giorno di Giuseppe Parini, Iliade di Omero di Vincenzo Monti, Il libro del cortegiano di Baldassar Castiglione e poi ci sono Pirandello, Pasolini, Montale, Primo Levi e altri ancora.

Per ogni opera un capitolo di alcune pagine con, per dirla in modo davvero troppo banale, citazioni, riassunti e commenti. Per una biblioteca indispensabile, ora che l’ho tra le mani posso chiarirlo meglio, non è un’antologia della letteratura italiana for dummies.

La scrittura di Gardini non è divulgativa. E’ chiara, accattivante, divertente ma non divulgativa. Se siete a caccia di un romanzo da leggere per l’estate, se vi scoprite dentro una strana voglia di poesia, se all’improvviso vi state rendendo conto che è davvero ora di capire di che pasta (letteraria) siamo fatti noi italiani, lasciatevi allora condurre da Gardini.

Mettetelo anche alla prova, io l’ho fatto. Mi son detta che se riusciva davvero a convincermi a rileggere Il giorno di Parini, che tanto m’ha dato sui nervi al liceo, allora il libro vale più del suo prezzo (cosa che oggi non si può dire di certe pubblicazioni). Ecco, posso dirvi che in questo caso il libro vale, eccome.

Photo Credits | bookswebtv

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