La Spada di Shannara, di Terry Brooks: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Mi sono votata al fantasy non da molto ad essere sinceri.  E per farlo, devo ammetterlo, mi son fidata e non poco di consigli di amici e della rete. Quindi ho deciso di buttarmi sull’ovvio e scegliere la trilogia di Shannara di Terry Brooks partendo da “La spada di Shannara”.

Il passo dall’horror al fantasy per me non è stato così scontato, anche se si tratta di due generi che per lo meno si possono considerare fratelli.  Questo è il primo libro della saga di Shannara e racconta l’avventura dei fratelli Shea e Flick Ohmsford durante la loro lotta contro il Signore degli Inganni. Già partendo dal frontespizio, e sapete voi quanto io sia fissata maniacalmente sugli stessi, a leggere delle “Quattro terre” mi sarei dovuta fermare e chiedermi: “abbiamo una riedizione de Il Signore degli Anelli?”.  Poi ho deciso di aprire la mente e non me ne sono pentita.

Qui in Italia il libro è arrivato nel 1978 ed è fuori discussione che debba essere considerato un evergreen del genere.  La storia nel bene e nel male la conoscete, ma per chi fosse indeciso, qualche cenno non guasta assolutamente. Prima di iniziare però, concedetemelo, il libro è bello, e vale la pena di essere letto. E quando l’ho inserito nei fantasy da non perdere non scherzavo affatto. Non voglio dare ulteriori giudizi per non influenzarvi. Mi son resa conto che più l’approccio è libero, soprattutto per un neofita, meglio è.

Diciamo che in ci troviamo in un ipotetico futuro dove una (possibile) guerra nucleare non solo ha ucciso quasi tutte le forme viventi presenti sulla terra, ma ha anche cambiato la morfologia dei continenti. Una sorta di mondo alla Ken Shiro per capirci. Le grandi guerre hanno cambiato il nostro pianeta e su di esso ora vivono umani, nani, gnomi e trolls. Vi sono anche gli elfi, sebbene non originari del pianeta.  La magia è riapparsa ed è in continua lotta con la tecnologia.  Il mix è ovviamente da sturbo. Un consiglio. Correte a leggerlo. Procuratevelo in ogni modo.

Photo Credit | Wikipedia

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