Polvere di ferro di Rebecca Harding Davis

di isayblog4 Commenta

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Quando ho preso in mano il libro con i tre racconti di Rebecca Harding Davis ero un po’ timorosa. La Davis (1831-1910) è considerata la capostipite del realismo americano e temevo di trovarmi di fronte, chissà perché, ad una narrazione pesante.

Come altro poteva essere d’altronde un testo che racconta la vita di fine ottocento nel West Virginia, nelle città coperte dal fumo delle fornaci?

Invece Polvere di ferro è un libro davvero bello e sono sicura che un gran merito lo ha anche la traduttrice Livia Terracina.

La Davis, è vero, ci trascina in un mondo fatto di sudore, sporcizia, polveri tossiche, fumo. Una sorta di discesa agli inferi, come viene detto nella prefazione di Alessandro Portelli.

Tuttavia in questa discesa, sorprendentemente, non perdiamo mai di vista la complessità e la ricchezza dell’essere umano. Gli uomini e le donne che compongono questo pezzo di storia non sono inesorabilmente schiacciati dal loro terribile lavoro. Ne sono distrutti, segnati, costretti a misurarsi con la necessità e con il rischio di perdere se stessi, ma continuano a cercare un orizzonte, a lottare, ad amare.

I racconti della Davis non contengono dolore fine a se stesso né ci portano ad una strada senza uscita. Ci aprono invece, attraverso l’inferno, una porta sull’uomo e sul senso dell’esistenza, a volte negato, a volte recuperato.

Vi piacerà Polvere di ferro, per i racconti, per la scrittura, per i personaggi che sembrano venirci incontro dalla pagina, tanto sono nitidi e veri. Mettetelo in borsa quest’estate (è in formato tascabile) perché vi farà buona compagnia.

Così gli si presentò davanti agli occhi la sua vita, quella notte. I lenti flussi e riflussi del dolore che aveva sopportato si raccolsero e travolsero come un’onda la sua anima. La sua squallida vita quotidiana, la rozzezza brutale che gli consumava il cervello, come la cenere la pelle: prima, queste cose erano state soltanto un sordo dolore nella sua coscienza; quella notte erano realtà. Afferrò la sudicia camicia rossa che gli stava incollata addosso, rigida di fuliggine, e se la strappò selvaggiamente dal braccio. La carne al di sotto era imbrattata di grasso e di ceneri, e il cuore ancora più sotto! E l’anima? Lo sa Dio.

Autore: Rebecca Harding Davis
Titolo: Polvere di ferro – Tre racconti alle origini del realismo americano
Traduzione: Livia Terracina
Editore: Donzelli editore
Pagine: XXVIII-132
Prezzo: € 15,00
ISBN 9788860365866

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