Peter Gomez condannato per il libro “Papi”

di Valentina Cervelli 6

Peter Gomez, noto autore politico insieme a Marco Travaglio ed autore di numerosi libri inchiesta riguardanti l’Italia e la sua classe dirigenziale, è stato condannato dal Tribunale per diffamazione nei confronti di due protagonisti del libro “Silvio Berlusconi Papi-Uno scandalo politico”, uscito nel 2009 e riportante una ricostruzione degli scandali che colpirono l’allora Presidente del Consiglio.

Il giornalista del Fatto quotidiano coautore del volume con Marco Travaglio, Marco Lillo e Claudio Pappaianni, ha sostenuto di essere stato l’unico autore del “capitolo incriminato” e reso oggetto del processo.  Gomez dovrà ora versare mille euro di multa, e 10mila di risarcimento a Domenico Rossini e 1500 a Lucia Rossini, due fratelli coinvolti nel libro e definiti dall’autore rispettivamente “pusher di fiducia di Gianpaolo Tarantini” e “donna d’onore legata a clan malavitosi baresi” ed “escort”.

Per lo stesso reato, gli altri autori del libro sono stati assolti con formula piena. Il libro è edito dalla casa editrice Chiarelettere. Il Pm aveva richiesto una condanna più ampia, pari a 500mila euro di risarcimento e ad un anno ed otto mesi di detenzione.

Non è la prima volta che Peter Gomez, insieme a Marco Travaglio si trova una situazione del genere. Non entrando ovviamente nel merito del caso per il quale è valida la sentenza, spesso e volentieri gli scrittori che si dedicano alla stesura di libri inchiesta scottanti si ritrovano a dover fare i conti con denunce di diffamazione ed analoghi interventi giudiziari.

Nonostante ciò, fino ad ora nulla ha mai fermato il giornalista dall’esprimere tutto se stesso in questo lavoro di denuncia politica che lo vede da più di un lustro collaborare con Travaglio e con gli altri autori.  E con molta probabilità nulla sarà in grado di fermarlo, come sempre accade quando uno scrittore di inchieste prende il lavoro così seriamente e con tanta passione come da anni Gomez fa, raccontandoci i retroscena delle gesta del Cavaliere.

Commenti (6)

  1. ritengo che gli scrittori o giornalisti che fanno il loro lavoro con tanta passione e serietà , come si dice di peter gomez e company, dovrebbero però scrivere il ” vero”, ma, a quanto pare, se è stato condannato di diffamazione, evidentemente non è uno scrittore così serio come lo si definisce…….e mi fermo quì.

  2. tra l’altro come si fa a fermarli se la somma che pagano per questi reati è così ridicola????

    1. lungi da me entrare nello specifico del caso. Da giornalista posso dirle di essermi trovata a ricevere una denuncia di diffamazione prontamente archiviata perchè insostenibile e grazie all’ausilio degli avvocati della mia direzione di allora (parliamo di circa 5 anni fa) ricevuta senza motivazione e senza che sussistessero le basi, avendo io, si figuri, scritto un articolo in quel caso semplicemente affidandomi all’agenzia di stampa nazionale più importante. C’è gente che ci gioca con le denunce per diffamazione. Probabilmente lo scrittore avrebbe dovuto verificare meglio le fonti e se convinto di aver scritto la verità “coprirsi” le spalle. In questo caso il tribunale ha sancito quello che gli elementi hanno dimostrato. Pene più severe dovrebbero essere richieste per reati più gravi come lo stupro. E’ comunque il mio punto di vista e come tale lo prenda 🙂

    2. @Valentina Cervelli: @Valentina Cervelli:

    3. la ringrazio per la risposta, ma se per i reati più gravi ci vogliono sicuramenta pene più severe, ciò non significa che bisogna sottovalutare il reato di diffamazione che spesso distrugge le persone e le relative famiglie,senza contare che non sono mancati casi che la disperazione e la vergogna per un qualcosa non commesso,hanno portato al suicidio……e cmq anche il mio è solo un parere, la ringrazio nuovamente 🙂

    4. Ci mancherebbe e mi dia anche del tu. Ha ragione anche lei :). Continui a seguirci se le fa piacere. Per noi l’opinione dei nostri lettori è importante anche per capire come venire meglio incontro ai vostri gusti.

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