E’ morto lo scrittore Gore Vidal

di Valentina Cervelli Commenta

Gore Vidal ci ha lasciati. Il controverso scrittore americano è morto all’età di 86 anni a causa delle complicazioni di una polmonite nella sua casa in California, dopo trenta anni passati qui in Italia nei tempi in cui il suo compagno Howard Austen era ancora in vita.  Un personaggio particolare: sceneggiatore, saggista ed anche politico. Abituato a scandalizzare e compiaciuto dell’effetto che era in grado di creare.

Vidal ha potuto contare su una carriera lunga e prolifica ed è risaputo che volesse essere ricordato come la “persona che ha scritto le più belle frasi dei suoi tempi”.  Magari non potremmo giurarci su questo, ma ciò non toglie che l’autore è stato in grado di scrivere almeno 25 romanzi e diverse opere teatrali e cinematografiche, incentrate la maggior parte su figure di pregio di diverse epoche come il presidente americano Lincoln e l’imperatore romano Giuliano.

Fu il romanzo dei suoi 20 anni però che scandalizzò davvero l’America, la sua patria, fin dalle fondamenta e che lo rese una leggenda internazionale: “La statua di sale”. Il libro, a forti tinte autobiografiche, racconta di un giovane che scopre la propria omosessualità. Immaginate una società come quella del dopoguerra, caratterizzata da un forte conservatorismo ed avrete gli ingredienti di uno scandalo perfetto. Per molto tempo tra gli anni ’50 e ’60 Gore Vidal si dedicò alla scrittura di sceneggiature per il teatro ed il cinema. E’ sua, ad esempio, quella di “Ben Hur”.

Lo scrittore non ha mai mostrato problemi nel commentare i lati positivi, ma soprattutto quelli negativi dell’America con uno spirito di osservazione particolarmente sveglio e pungente.  Lo fece in particolare  in “United States”, che gli valse anche un National Book Award. E che dire di “The Holy Family” dove parla dei Kennedy? La sua mancanza, è palese, si sentirà moltissimo, specialmente in alcuni ambienti intellettuali dei nostri tempi, dove la sagacia e l’istinto di questo scrittore erano apprezzati e forse, anche un po’ copiati.

Photo Credit | Getty Images

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