Libri scolastici: liceo? Il tetto non regge

di Valentina Cervelli Commenta

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Continuiamo a parlare di libri scolastici a stretto giro di vite. Non solo perché presto le scuole di ogni grado e tipologia riapriranno i cancelli per far rientrare nel mondo della cultura centinaia di migliaia di alunni, ma perché soprattutto,  ancora una volta in tempo di crisi, i dati raccolti per la strada ci confermano che il caro libri esiste, e che il rispetto del tetto imposto sul prezzo e sull’utilizzo di determinati costosi testi è ben lungi dall’essere reale.

Come ci dimostra il Corriere in una sua inchiesta a tal riguardo, a non essere rispettosi in buona parte sono i licei. E i 330 euro  stabiliti per il classico ed i 315 per lo scientifico sono delle vere e proprie chimere per i genitori degli alunni che si trovano a sborsare cifre ben più alte di quelle massime stabilite dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Sulla questione i presidi delle scuole sono divisi tra la colpevolezza del proprio corpo docenti e quella del ministero, reo di aver posto dei tetti troppo bassi difficili da sostenere. Ciò che rimane, polemiche a parte, è che la maggior parte delle classi italiane sfora almeno del 5-15% sul tetto stabilito con punte, come già evidenziato in passato in recenti articoli, pari al 36%.

Inutile dire che in un momento precario come questo, dove le famiglie spesso sono costrette a fare salti mortali per arrivare alla fine del mese una spesa eccessiva in materia scolastica rappresenta un problema di un certo spessore. In questo discorso rientrano poi i “libri facoltativi”, ovvero quelli che sembrano non essere necessari e dei quali la scelta viene lasciata ai genitori ed agli alunni, e che poi ci si rende conto  facciano parte del normale programma scolastico e quindi siano effettivamente obbligatori all’acquisto.

Ciliegina sulla torta? Il precariato degli insegnanti che porta non solo al cambio di questi ultimi ogni anno, ma all’acquisto di libri sempre diversificati, un anno scolastico dopo altro. L’unica soluzione? Aspettare ed attendere mercatini e studenti più grandi.

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