Libri scolastici? Arriva “Book in Progress” con i suoi libri “fatti in casa”

di Valentina Cervelli Commenta

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Libri scolastici usati? Forse l’unica soluzione al caro libri. A meno che non si ci lasci andare alla fantasia come è successo ad una scuola di Varese che con i suoi “libri fatti in casa” ha eliminato il problema alla radice per la contentezza di genitori e dirigenti scolastici. Tutto questo partecipando ad un progetto voluto dall’Isis Majorana di Brindisi chiamato “Book in progress” che riguarda la produzione in proprio di testi scolastici.

Insomma, il libro viene semplificato all’ennesima potenza grazie al lavoro dei professori stessi che compongono i libri  e li scrivono in base alle proprie esigenze e in perfetta linea con i programmi stabiliti dal ministero. Le diverse scuole che partecipano all’iniziativa hanno poi messo in “circolo” i libri, dando modo agli altri istituti, ove necessario e possibile, di usufruirne.

Un metodo molto semplice per coprire diverse materie  in breve tempo. Ogni istituto si concentra sulla materia scelta come di loro pertinenza, i libri vengono composti e stampati nella tipografia costituita nell’istituto brindisino, dal quale ripartono per via corriere. Con un costo irrisorio rispetto a quelli che si avrebbero secondo i normali canali tradizionali dell’editoria.

Book in progress è un progetto innovativo ed interessante, ma è anche sintomi di qualcosa di più. E’ infatti la dimostrazione che volendo, sui libri di testo, si può risparmiare. Non solo. Immaginate uno scenario ancora più grande. Pensate se tutte le scuole decidessero di fare altrettanto. Che fine farebbe l’editoria scolastica con tutte le sue “indispensabili” nuove edizioni uguali a quelle dell’anno precedente se non per la copertina?

Fallirebbero. Ricordo un libro di letteratura liceale valido per tre anni…. lo comprai usato, di una edizione decisamente datata. Quella nuova che era stata richiesta era uguale, in tutto e per tutto: contenuti, pagine. Solo la copertina era graficamente diversa.

Coloro che lucrano su ciò che fine farebbero? Bella domanda. Al momento alla maggior parte dei genitori non resta che sperare nei mercatini di libri usati. E chissà che Book in progress non riesca a trovare il modo di divenire un’iniziativa virale.

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