Libri scolastici, perchè ci si preoccupa di politicizzazione e non si controllano i prezzi?

di Valentina Cervelli 5

 La scuola è finita, ma come normale che sia non si placano le polemiche sui libri di testo. Ultimamente va molto di moda accusare gli attuali volumi di non essere obbiettivi dal punto di vista storico specialmente per ciò che riguarda gli ultimi venti anni circa.

A scendere in campo, con una proposta, arriva il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.  Peccato che la stessa non riguardi i prezzi, come presto scopriremo.

L’idea della parlamentare è la seguente:

Nelle scuole ci sono libri che denotano scarsa obiettività sulla storia contemporanea che va ad interessare anche la cronaca politica di oggi. Credo ancora che la soluzione sarebbe liberalizzare lo studio proponendo agli studenti una rosa di testi tra cui scegliere, senza vedersi imporre un unico testo dai docenti.

Un idea che non sarebbe malvagia, direte voi, se ciò non riguardasse una completa anarchia a livello di piani di studio, ma soprattutto un innalzamento dei costi non indifferenti: chissà perché si punta a politicizzare i libri di testo e contemporaneamente, invece di  abbassarne il costo si alzano i tetti di spesa massimi?

L’ultima riforma a riguardo, approvata lo scorso 10 maggio infatti non si è occupata solo dell’ennesima modifica dei programmi scolastici ma ha approvato un innalzamento dei limiti massimi di spesa per i libri scolastici di ogni grado.  Un esempio? Per gli istituti tecnici vi è stato un aumento del 5,7% per ciò che riguarda l’orientamento economico e del 9,1% per ciò che riguarda l’orientamento tecnologico. E questo solo per il primo anno. Nel secondo si arrivano a toccare punte pari al 37,5%.

E’ Altroconsumo a regalarci questi dati che fanno rizzare i capelli e pensare che il diritto allo studio si sta trasformando in un dovere spesso troppo difficile da supportare economicamente.

I rincari riguarderanno anche le scuole medie. A questo punto, piuttosto che preoccuparci dei contenuti, difficilmente di parte, perché non preoccuparsi di aiutare la gente ad istruirsi sostenendo una politica dei prezzi dei testi adeguata coinvolgendo anche le case editrici?

Commenti (5)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>