Libri scolastici di parte? Un problema datato

di Valentina Cervelli 1

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Quello dei libri di testo sta un problema spesso sentito dalle diverse parti politiche avvicendatesi al comando del nostro paese.. Ultimamente questo problema ha fatto nuovamente capolino all’interno delle cronache.

Senza entrare nel merito della questione, apriamo una riflessione sui libri scelti dalle scuole per i loro alunni e su come la stessa viene effettuata, a torto o ragione, per ciò che riguarda i libri di storia.

Per ciò che riguarda questi ultimi, spesso e volentieri forze politiche di ogni genere, in particolare quelle estreme e liberali, hanno lamentato quello che più volte è stato tacciato di essere “relativismo storico”. L’accusa riguardava quella che veniva definita come una sorta di punto di vista parziale non perfettamente combaciante con la realtà.

Ai miei tempi, negli anni ’90 ad essere preso di mira era il periodo storico della seconda guerra mondiale, con attacchi più o meno forti riguardanti una sorta di propensione nei confronti del periodo partigiano, scaturente poi in una conseguente non copertura di quelle che erano state le azioni, in alcuni casi deprecabili, delle organizzazioni similari in terra straniera ( vedi Tito).

Ad essere posta sotto accusa, ora, è la storia degli ultimi venti anni, inserita nei libri ad uso e consumo degli studenti.

È vero, per onestà intellettuale deve essere sottolineato che alcune frasi possano essere lette sotto una chiave non del tutto oggettiva relativa all’attuale momento politico. È anche pur vero però, che se alcuni fatti sono riscontrabili attraverso prove oggettive e non influenzabili, appare inutile prendere posizione contro di esse.

Come al solito si tratta dell’eterno conflitto che vuole due visioni della stessa realtà in conflitto tra loro. L’unica soluzione in questo senso auspicabile in modo tale da non scontentare nessuno è quella di non coprire affatto quest’ultimo periodo storico. Essendo impossibile da attuare, l’unica cosa fattibile è quella, per il bene degli studenti, di smussare qualsiasi soggettività.

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