Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi

di Valentina Cervelli Commenta

Jack Frusciante è uscito dal gruppo è l’opera di esordio di Enrico Brizzi, e senza dubbio una pietra miliare per ciò che riguarda la letteratura delle nuove generazioni di scrittori italiani. Sebbene ormai non possa essere considerato un “newbie” lo scrittore lo era al momento della sua pubblicazione, avvenuta nel 1994 con la TransEuropa e nel 1995 con la Baldini e Castoldi. Un libro diventato virale, e che ha portato a ristampe pressoché annuali di questa opera che durano tuttora.

Perché a prescindere dalla opinione personale che si può avere della storia, la visione del primo Brizzi del mondo ed il suo modo di trasporla su carta ha qualcosa di straordinario. Innovativo, interessante, coinvolgente: senza tempo. E non stupisce affatto la continua richiesta di questo titolo. La storia non potrebbe essere più semplice: due adolescenti, ognuno con il proprio background e la propria vita che per caso si incontrano.  E che si innamorano.

Ma attenzione, non parliamo di una storia alla Federico Moccia, ma di un rapporto semplice e tenuto allo stato “puro”, totalmente ed il più possibile platonico. Parliamo di cose che si possono fare solo a 16 anni, o giù di lì, quello stordimento quasi post adolescenziale che ti farebbe correre verso l’altra persona anche se ci fosse sotto un burrone lungo la strada.

Ma non è solo questo:  Jack Frusciante è uscito dal gruppo rappresenta la classica riflessione del giovane al bivio della sua vita, quando si trova davanti a scelte che è sicuro che gli cambieranno la vita, ma ha paura ad affrontarle per poi trovarsi a combattere, come i suoi genitori, all’interno di una vita che considera vecchia e noiosa e scontata.

Dove vanno a finire tutti gli ideali? Cosa ne è dell’amore e dell’amicizia? Quando si è giovani ci si chiede perché non si possa vivere solo di quei due elementi: trovare le risposte, come accade in parte ad Alex, il protagonista della storia, porta ad una inevitabile sofferenza.

Piccola curiosità: per anni John Frusciante, l’”uscito dal gruppo” dei Red Hot Chili Peppers, al quale la storia fa riferimento, ha creduto che si trattasse di una sua biografia.

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