I cinque libri che non rileggerei mai

di Valentina Cervelli 4

Oggi voglio farne una sorta di gioco basato sui libri che ho letto nel corso della mia vita: in trent’anni sono stati davvero tanti, ma ben pochi mi hanno lasciato davvero sconvolta e mi hanno convinta a non riprenderli in mano per provare a cambiare il mio pensiero su di loro. Ho pensato di stilare una classifica dei cinque libri che più “non” mi sono piaciuti  e non rileggerei mai, e vi invito a fare altrettanto ed a condividerlo con noi.

Al quinto posto sicuramente metterei “L’incendiaria” di Stephen King. Il Re è stato mio compagno di giochi e pomeriggi spensierati per molti anni, ma questo libro proprio non è andato giù. Nonostante una trama che a dire il vero non mi è dispiaciuta poi tanto. Il problema riscontrato era ed è nella pesantezza della lettura, nella scontatezza di molti intrecci e in una fine che non mi ha soddisfatto più di tanto. Sentimento avvalorato dalla visione del film che ne stato tratto. Al quarto posto metterei “Tre ragazzi immaginari” di Enrico Brizzi. Parliamo di uno scrittore italiano che è stato in grado di conquistarmi con “Jack frusciante è uscito dal gruppo”, che ha continuato ad affascinarmi con “Bastogne” ma che mi ha buttato poi letteralmente giù dalla collina della disillusione letteraria con il titolo che vi ho accennato: non ci crederete ma io quel libro proprio non l’ho capito. Il brutto è che non ho avuto nemmeno voglia di comprenderlo in seguito.

Ai piedi del podio dei libri che ho detestato, troviamo Anna Karenina. Lo so che è un classico, è scritto da un grande della letteratura, eppure dopo sole 10-15 pagine mi addormento. E non intendo in senso figurato. Non sono riuscita mai ad andare oltre quell’intervallo di pagine e dopo circa quattro tentativi ho lasciato perdere per la disperazione. Al secondo posto, sempre sulla scia della letteratura classica incontriamo un altro libro che proprio non riesco a mandar giù: Il dottor Zivago. Ho trovato insulsa un’opera che tutti considerano un capolavoro. Motivazione per la quale non proseguo oltre per evitare il linciaggio e confesso che il libro più brutto che abbia mai letto è stato stato Canone inverso di Paolo Maurensig,dal quale hanno estratto forse uno dei miei film preferiti in assoluto. Un controsenso? No: se avete letto il libro sicuramente potete capirmi.

Commenti (4)

  1. ciao! innanzitutto complimenti per il sito, l’ho scoperto solo stasera ma mi piace, tornerò spesso ^_^
    per entrare in argomento, dei libri che hai citato tu ho iniziato a leggere solo “Il dottor Zivago”, ma non sono riuscita a finirlo, mi sembrava noioso, quindi lo metto al 5° posto.. salendo di una posizione troviamo “Olive Kitteridge”, di Elizabeth Strout; quando è uscito in libreria sentivo tutti che ne parlavano benissimo e allora mi sono incuriosita, ma anche in questo caso non ci ho trovato tutto questo splendore; meno male che l’avevo preso in biblioteca…
    al 3° posto “Oliver Twist” di Dickens; mamma mia quanto mi ha depresso quel libro!!! ma ancora peggio ha fatto “Nebbia”, di Miguel de Unamuno, che si guadagna il 2° posto della mia classifica dei peggiori, l’ho trovato inquietante…
    ma il 1° posto spetta sicuramente a “Blackout”, di Gianluca Morozzi; la commessa della libreria me l’aveva consigliato sapendo che mi piacciono i gialli e mi sono fidata; quante mai! un libro da dimenticare, più che inquietante, con scene al limite della nausea; quando mi capita di sentirlo nominare mi viene un brivido di disgusto; per eliminarlo anche fisicamente l’ho abbandonato su una panchina in ospedale, dove avevo finito di leggerlo e mi dispiace per il poveretto che se lo sarà preso…

    1. contentissima che ti sia piaciuto il sito… ci hai scoperto su fb? Io ho un rifiuto per i classici atroci. Nonostante questo ci ho provato… ed i risultati li ho raccontati qui sul blog 😉 Grandioso il fatto di aver lasciato il libro sulla panchina… dovrei pensarci per Anna Karenina! 🙂

    2. @Valentina Cervelli: se te lo vuoi proprio togliere di mezzo, l’abbandono è un ottimo sistema ^_^
      comunque non ho trovato il sito su facebook, mi è comparso il link su google cercando notizie su virginia wolf, era di una vostra recensione, poi ho sbirciato un po’ in giro ed eccomi qua 🙂

    3. bene 🙂 la domanda mi è venuta spontanea perchè stiamo cercando di divenire più social e meno… cartacee (in un certo senso) 😉

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