Fabbricante di lacrime di Erin Doom, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

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Fabbricante di lacrime di Erin Doom è un libro adatto al periodo estivo, se lo si vuole considerare una lettura mainstream. In caso contrario potrebbe essere considerato adatto a chi ama le storie adolescenziali e un po’ di mistero: ma questo non è un male.

Fabbricante di lacrime adatto a tutti

Talvolta tendiamo a voler categorizzare troppo quel che leggiamo e in un contesto come quello estivo, dove leggere diventa davvero un passatempo da vivere sotto l’ombrellone perché farla troppo lunga? Abbiamo bisogno di letture che possiamo considerare leggere. E nonostante la storia, Fabbricante di lacrime è questo che offre: qualcosa che non ci deve impegnare poi tanto. Dotato tra l’altro di un linguaggio che è abbastanza semplice da comprendere: qualcosa a cui non si dà spesso la giusta attenzione.

Ed è un vero peccato perché questo libro merita, anche se può essere comprensibile che alcune categorie di lettori possano trovarlo non adatto a loro. Non c’è però niente di meglio, quando si parla di romanzi, di provare a uscire da quella che è la propria comfort zone. Ogni tanto ci può trovare davanti a vere e proprie sorprese. Un po’ come lo è stato questo libro. In fin dei conti non si parla di operazioni commerciali come After o simili dove un po’ di pregiudizio è decisamente accettabile.

Fabbricante di lacrime di Erin Doom ha per protagonisti degli adolescenti, portati via da un orfanotrofio. Due persone agli opposti che si attraggono e si respingono proprio come farebbero delle calamite. Questo libro, lo ripetiamo, non dovrebbe essere giudicato solo per via della categorizzazione che viene semplice fare.

Stile di scrittura più che sufficiente

Si dovrebbe partire dal valutarlo anche per come è scritto e in questo la scrittrice non ha assolutamente colpe ma pregi. La trama in certi momenti può sembrare scontata? Si lo ammettiamo. Ma è davvero un problema se prendiamo in considerazione un libro che può essere classificato come perfetto per i più giovani che amano le storie tormentate e adeguato all’estate per tutti gli altri?

Noi pensiamo di no. Perché alla fine un cattivo libro lo è solo quando è scritto davvero male e caratterizzato peggio. E nel corso dei decenni, se non secoli, sono stati considerati dei capolavori dei tomi davvero scritti con i piedi. In questo caso siamo davanti a qualcosa di scritto bene che non ha chissà quali pretese di essere considerato un capolavoro. E piace. Non è un caso che stia andando molto bene nei paesi dove è stato pubblicato. Noi vi consigliamo di dargli una occhiata.

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