Il dardo e la rosa: il fantasy è erotico

di Barbara Commenta

 Non sapevo esistesse il fantasy erotico. Normalmente sono una lettrice di fantasy che si innervosisce parecchio se la tensione delle battaglie e i viaggi dell’eroe/eroina vengono interrotti da storie romantiche o da incursioni nel mondo delle avventure sessuali. Eppure stavolta mi sono lasciata convincere da un’appassionata e così ho cominciato a leggere il mastodontico Il dardo e la rosa.

Mi aspettavo un romanzetto leggero e, lo ammetto, un po’ grossolano. Invece mi sono trovata dinanzi ad una storia articolata, una protagonista credibile, interessante, una scrittura di buon livello e un discorso sull’eros davvero molto sottile. Ora cercherò di riassumere la storia, piuttosto complessa in verità.

Phèdre è una ragazza come poche. Ha trascorso parte della sua infanzia convinta di non valere niente perché, in una terra in cui tutti sono belli, lei ha un difetto: una macchia rossa in una delle iridi. Nella Terra d’Ange, amministrata da diverse case, vige un unico comandamento: Ama a tuo piacimento e i cortigiani e le cortigiane addestrate allo scopo non possono essere se non perfetti.

Apparentemente destinata ad un destino minore, Phèdre viene però notata dal conte Anafiel Delaunay, che riconosce nella macchia rossa il Dardo di Kushiel, marchio dell’angelo castigatore.

Chi lo possiede è un’anguisette ovvero un essere in cui piacere e dolore non sono mai disgiunti. Phèdre è dunque destinata a provare e dispensare piacere in rituali sadomaso. Anafiel Delaunay si servirà di lei, come di un altro suo protetto, per venire a conoscenza di segreti politici di vitale importanza.

Questa sintesi non rende ragione del romanzo ed è volutamente deficitaria per non svelarvi tutta la trama. Se volete conoscere in anticipo molti dettagli vi basterà cercare in rete. Quello che posso dirvi è che la finezza psicologica del romanzo vi catturerà. D’altronde, se siete amanti di un fantasy puro e tradizionale, forse troverete inadatta la collocazione di questa storia in quel genere letterario. Difficilmente, però, la dimenticherete.

Benché incapace di rialzare la testa, aprii gli occhi e l’ondata rossa si ritrasse dall’occhio destro, rifluendo nella macchia nel sinistro. Vedendo le mie ciglia sollevarsi, Childric d’Essoms emise un grido di sollievo, mi slegò e sorresse il mio corpo privo di forze mentre scivolava giù dalla croce di fustigazione. Tenendomi tra le braccia nel bel mezzo della sua stanza del trofeo, chiamò urlando il medico. A quel punto seppi che era mio.

Autore: Jacqueline Carey
Titolo: Il dardo e la rosa
Traduzione: E. Villa
Editore: Tea
Anno: 2007 (prima edizione su licenza Nord)
Pagine: 892
Prezzo: € 12,00
ISBN 978-88-502-1377-1

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