Cinque motivi per leggere libri horror

di Valentina Cervelli Commenta

Siamo sempre ansiosi di condividere i nostri punti di vista e consigliarvi al meglio. Siccome ci piace fare gli “avvocati del diavolo” e spulciare le migliaia di sfumature che la letteratura per antonomasia reca con sé, vogliamo suggerirvi cinque motivi per i quali, soprattutto se non l’avete mai fatto, dovreste leggere dei libri horror.

I generi della letteratura sono tanti e hanno dato modo a chiunque abbia voluto intraprendere la carriera dello scrittore, di esprimersi liberamente nella propria arte. Hanno dato la possibilità di farlo rimanendo però “incanalati” in un percorso di un certo tipo, per rendere più facile la “catalogazione” da parte dei lettori.  Bando alle ciance, ecco i nostri cinque motivi:

1) E’ un genere di fantasia. Cerchiamo di contestualizzare meglio questa frase. Ogni opera, a meno che non si tratti di libri inchiesta, autobiografie o biografie è ovviamente frutto della fantasia dell’autore. Quello che intendevamo è che si basa su elementi fantastici, spesso appartenenti al mondo del soprannaturale e per questo coinvolgenti.

2) Consente di vivere migliaia di situazioni differenti. Questo punto si collega direttamente al precedente. Partendo infatti dai suoi elementi è possibile creare un numero pressoché infinito di vite, avventure e caratterizzazioni, cosa impossibile, ad esempio, se parliamo di storie d’amore.

3) E’ un genere altamente emozionante. Trovatemi qualcuno che leggendo un libro horror ben fatto e scritto si sia annoiato o non abbia provato emozioni. L’ansia che può creare un romanzo horror non è in grado di riprodurla nessun altro genere letterario. Le aspettative, l’attesa, la voglia di scoprire come va a finire: impareggiabile.

4) Ci consente di affrontare le nostre paure. Potrà sembrare esagerato, ma diverse volte mi è capitato di affrontare paure che avevo insite partendo dall’esperienza di lettura di un racconto horror. Certo, non è come andare in analisi, ma possono rappresentare un ottimo stimolo di riflessione.

5) Non sempre hanno un lieto fine. E questa è una caratteristica che li rende perfetti per essere riletti o per rimanere impressi.

 

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