La torre di Uwe Tellkamp: un capolavoro per lettori appassionati

Uwe Tellkamp, classe 1968, studi in medicina, tedesco, ci riporta con La torre ai grandi romanzi di un tempo, quelli che ci lasciano diversi da come ci hanno trovati. Quelli che ci costringono a procedere lentamente, parola dopo parola, perché richiedono un certo tempo per essere compresi e assaporati.

La storia si svolge nella Ddr, la Repubblica Democratica Tedesca (ovvero la Germania est) negli anni ’80. La torre è un quartiere privilegiato, sorto sulle ceneri di un precedente, chiamiamolo così, insediamento borghese. Verso la torre, all’inizio del romanzo, si muove Christian Hoffmann, uno studente che sta tornando a casa.

I primi minuti del suo viaggio ci trasportano in un mondo a noi vicino eppure decisamente sconosciuto. Le descrizioni dell’ambiente, dei paesaggi, dei quartieri, ci trascinano inesorabilmente in una soggettiva che ci consentirà lentamente di essere i personaggi del libro, di percepire il clima politico, le tensioni, le relazioni, il sospetto, persino certi odori e colori della vita che si svolge nella torre e nella Germania del tempo.

Popstar della cultura: Saviano e Allevi figli del marketing o veri intellettuali?

Cosa hanno in comune Roberto Saviano, Giovanni Allevi, Andrea Camilleri, Beppe Grillo, Mauro Corona e Carlo Petrini? Sono vere e proprie icone pop di cui l’Italia sembra non poterne fare a meno. Nel libro “Popstar della cultura”, edito da Fazi, Alessandro Trocino tenta di spiegare, attraverso le biografie di questi personaggi, come funzioni l’industria culturale italiana e quanto sia importante avere un buon ufficio stampa per diventare famosi.

Un’analisi lucida e ironica (ma neanche troppo) di quel conformismo culturale che da tempo si è inserito all’interno della nostra società generando mostri sacri impossibili da criticare. Colpa della politica? Colpa della televisione (domanda che rimanda alla prima)? Colpa degli italiani succubi e incapaci di scegliere con attenzione chi dovrebbe veramente essere l’orgoglio d’Italia? Tanti dubbi, poche certezze.

Croce e delizia di Milli Dandolo: un romanzo sospeso tra lirica e Risorgimento

Amanti della narrativa femminile e dei romanzi storici corposi preparatevi a leggere Croce e delizia di Milli Dandolo, un romanzone di oltre novecento pagine ambientato nell’Italia del Risorgimento e nel mondo della lirica: sarà un vero toccasana nelle lunghe serate invernali.

Croce e delizia racconta la storia di un’aspirante cantante lirica di umili origini, Amelia, che viene notata da un giovane benestante e appassionato di lirica, Oliviero, che le finanzierà gli studi convinto delle sue qualità. Oliviero non immagina che ben presto la ragazza entrerà a far parte della famiglia.

Alessandro, infatti, fratello minore di Oliviero, si innamorerà perdutamente di lei e le strapperà un assenso alle nozze, sebbene la ragazza non provi nulla per lui. Amelia è convinta che potrà continuare a cantare e che prima o poi troverà il modo di amare un marito tanto affettuoso e premuroso.

Roadkill: il caso letterario tedesco accusato di plagio

Guardo sempre con sospetto i libri scritti da adolescenti alle prime armi, che però vengono esaltati dalla critica come “rivelazioni” o nuovi Proust dell’animo umano. In genere, dietro, c’è sempre un enorme lavoro di editing che farebbe dell’editor stesso il vero autore. Anche questa volta non mi sono sbagliata: “Roadkill”, di Helene Hegeman, si è mostrato per quello che è, ossia un romanzo pseudoscandaloso senza arte né parte.

Anzi, forse, l’unico merito che si può riconoscere alla Hegemann è quello di girare tanto in rete, spulciando blog e facendosi un’idea sulle tematiche che potrebbero attirare maggiormente l’attenzione. Sono sempre le solite, sesso, droga, musica, ma condite con una spruzzata di citazioni letterarie e aggiornate a quelli che sono i nostri tempi, con le relazioni lesbo, le droghe chimiche e la techno a palla.

Sono un’adolescente maltrattata. Nel suo ruolo di empatica interprete, mia sorella non mancherà di riconoscere in me una persona profondamente traumatizzata, superintelligente, che ha smarrito la retta via e dall’orlo dell’abisso urla la muta richiesta d’amore / richiesta d’aiuto. Io invece sguazzo nel personaggio – che metto in scena perfettamente –  della ragazzina stronzetta e arrogante, che civetta con il suo malessere snob, smascherando al tempo stesso il malessere dell’ambiente che la circonda”.

Io sono Febbraio, storia di un romanzo diventato concorso

Pare essere il caso editoriale dell’anno, il libro che non può mancare nella vostra libreria, la storia dai toni fatati che saprà emozionarvi fino all’ultima pagina. Stiamo parlando di “Io sono febbraio. La storia dell’inverno che non voleva finire mai”, romanzo scritto dall’americano Shane Jones, pubblicato per la prima volta in Italia da Isbn edizioni.

Il lettore si ritroverà a vivere la triste storia di un paesino fuori dal tempo e dallo spazio, il quale deve fare i conti con Febbraio, uno spirito che non ha più voglia di andarsene e che priva gli abitanti del sole, del calore, delle mongolfiere, mettendo al bando persino il volo e obbligando i preti a bruciare libri che parlano di uccelli, aeroplani, aquiloni. Insomma, di tutto ciò che sia in grado di volare. Ma nel momento in cui inizia la misteriosa sparizione di alcuni bambini, ecco che la ribellione da parte dei cittadini non tarda ad arrivare.

Chick lit: romanzi rosa alla riscossa

Sophie Kinsella, autrice della serie di romanzi I love Shopping, sta alla letteratura rosa come Julia Roberts alla commedia romantica, ovvero hanno sdoganato e reso accettabili le storie al femminile anche per chi abitualmente si colloca nella fascia degli intellettuali snob.

Tutte noi che prima non avremmo mai osato farci vedere con un volume che urlava da lontano storia d’amore, ora possiamo tranquillamente comprarne a bizzeffe senza tema di essere additate come signorine dalla testa vuota.

Naturalmente, è d’obbligo dirlo, per non perdere del tutto la nostra patina da intellettuali, che la Kinsella anche se non è Tolstoj ha un’ottima scrittura e lavora bene sulla trama.

Che cos’é l’amor: un’idea romantica per S. Valentino

Se siete alla ricerca di un’idea romantica per San Valentino ma non avete ancora trovato il regalo ideale per la vostra, o il vostro, amato; ecco un consiglio che farà piacere agli animi poetici più sensibili.

In occasione della festa degli innamorati uscirà domani, in tutte le librerie italiane, Che cos’é l’amor, una raccolta di poesie d’amore scelte e commentate da Fabiano Massimi.

All’interno della raccolta verranno proposti i componimenti migliori di alcuni tra i poeti più rappresentativi del genere.Da Petrarca a Leopardi, da Michelangelo a Montale, da Sibilla Aleramo ad Alda Merini: i componimenti e le parole più belle e intense saranno tutte qui, in questo volume edito da Einaudi per un’uscita che avrà un solo ed unico scopo, emozionarvi e far emozionare il vostro, o la vostra partner.

Volete rendere il dono più personale? Scegliete la poesia che preferite o quella dell’autore amato dal vostro lui, o la vostra lei, e ricopiatela di vostro pugno in un foglio di carta che poi arrotolerete come una piccola pergamena e consegnerete insieme al pacchetto.
Se preferite confezionate un segnalibro con la vostra foto e inseritelo nella pagina della poesia che volete dedicare al vostro Valentino… Sarà la prima che potrà leggere e della quale serberà un ricordo speciale.

[Photo Credits einaudi.it]

I classici: Jane Eyre di Charlotte Bronte

Un classico della letteratura romantica inglese, mai fuori moda ed in un certo qual modo fortemente femminista: Jane Eyre, di Charlotte Bronte.

Spesso sottovalutata rispetto alla sorella Emily ed al suo “Cime Tempestose”, Charlotte deve tutta la sua fortuna, postuma, alla storia dell’orfanella Jane e di come, attraverso una vita difficile, fatta di poche gioie e molti dolori, sia riuscita a realizzarsi appieno come donna. Molte le trasposizioni del romanzo, a partire dall’omonima di Franco Zeffirelli, fino ad arrivare a quella di prossima uscita del regista Cary Fukunaga .

Passione Nutella: un libro di ricette e curiosità

C’è chi la usa come fonte primaria del buonumore, chi la spalma su una fetta di pane al mattino per darsi il buongiorno, e chi a fine pasto si concede il lusso di affondare un cucchiaino nel barattolo senza troppi sensi di colpa.

Stiamo parlando della Nutella, la crema di nocciole famosa in tutto il mondo, tanto da essere nuovamente la protagonista del libro “Passione Nutella” (Giunti editore, 240 pagine, 18 euro), curato da Clara Vada Padovani, la quale già nel 2006 ci aveva deliziati con la prima edizione che raccoglieva ricette e spunti per utilizzare al meglio la bontà di casa Ferrero.

Infatti, come ci tiene a precisare l’autrice nell’introduzione, “Nutella è un emblema della creatività italiana, una crema da spalmare nata dalla nostra tradizione cioccolatiera, un prodotto industriale assurto a mito. Alla già eccezionale squadra della prima edizione, oggi si aggiungono alcune donne chef, giovani cuochi italiani e i protagonisti dei ristoranti più cool di New York”.

Perché le donne non capiscono i romanzi di J. R. R. Tolkien

Alle lettrici di Libri e Bit chiedo di concedermi qualche capoverso prima di linciarmi e prego invece i signori lettori di non cominciare a sogghignare soddisfatti, perché c’è un perché se le donne, apparentemente, non capiscono i romanzi di Tolkien.

Solitamente, quando nomino Il signore degli anelli o Lo hobbit in presenza di un uditorio femminile, vedo occhi sgranati e teste che si muovono in senso di diniego, a meno che non faccia vedere loro Aragorn, interpretato da Viggo Mortensen e allora per un attimo si riprendono. Oserei dire che talvolta l’espressione è di malcelato disprezzo. Sembrano rimproverarmi: non vorrai mica dirmi che leggi questa roba da ragazzini?

Il fantasy non solo non è considerato, da molti, vera letteratura, ma specialmente dalle donne è considerato astratto, complicato e, per farla breve, assolutamente inutile. Quando le esorto non dico a leggere il libro, ma almeno a guardare il film mi rispondono che ci hanno provato, ma erano stufe dopo dieci minuti e comunque con tutti quei nomi non ci capivano niente.