copertina due storie amore mancinelli

Due storie d’amore di Laura Mancinelli

copertina due storie amore mancinelliNon so voi, ma io ho sempre subito il fascino del ciclo dei Nibelunghi.Frequentavo la terza media (tanto, tanto tempo fa) quando uno dei nostri professori ci raccontò la storia di Sigfrido, che si bagnava nel sangue di drago che lo avrebbe reso vulnerabile. Come però accade a tutti i grandi eroi, qualcosa non andava per il verso giusto e una piccola foglia, caduta sulla sua spalla, impedendo al sangue di toccarlo, determinava la vulnerabilità di Sigfrido ed insieme il suo tanto eroico quanto triste il suo destino.

Devo ammettere che la mia passione per questa storia mi ha portato a dedicare diverse ore alla soluzione degli enigmi di un videogioco in tema, Ring, che aveva come colonna sonora, naturalmente, le composizioni di Wagner. Quando però ho cominciato a leggere Due storie d’amore di Laura Mancinelli non sapevo che mi sarei imbattuta nelle stesse storie.

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copertina uno tira l'altro

Uno tira l’altro di Sarah-Kate Lynch

copertina uno tira l'altroNon fatevi ingannare dal colore della copertina. Florence Darling sembra la classica eroina da chick lit per quarantenni, ma il romanzo, la storia stessa, portano in realtà i lettori a riflettere su quanto conti nella vita avere un punto di vista positivo e propositivo, su quanto i pregiudizi siano dannosi e inutili, su come spesso la paura domini le nostre scelte, magari quelle più importanti, logorandoci e facendoci sbagliare.

Florence ha una vita tranquilla: si è sposata giovanissima con il suo primo grande amore, Harry; ha aperto un negozio in società con un’amica, Charlotte; ha un figlio diciannovenne, Monty, che si trova in Australia per un anno sabbatico, e abita nella casa che le ha lasciato in eredità la sua amata nonna, Rose. Un bel giorno però, Puzzola O’Farrell (no, non vi dico chi è) rompe un prezioso specchio del suo negozio di antiquariato.

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le tredici susie moloney

Le tredici, donne inquietanti per un libro mozzafiato

le tredici susie moloneyNon cominciate a leggere questo romanzo di pomeriggio, altrimenti sobbalzerete ad ogni rumore e passerete una notte inquieta. Avevo appena detto a mio marito: sai, è un romanzo carino, si parla di streghe, ma non in modo spaventoso, quando ho voltato pagina ed è cominciata la parte più inquietante della storia.

La storia, appunto: Paula e sua figlia Rowan tornano ad Haven Woods per aiutare la nonna, Audra, che sta molto male anche se nessuna delle sue amiche vuole sbilanciarsi sui sintomi e all’orizzonte non ci sono dottori o infermiere che possano spiegare cosa sta succedendo.

Rowan non ha mai conosciuto suo padre, morto adolescente, come scoprirà, proprio ad Haven Woods, ma sente che qualcosa non torna in quella cittadina. E che è meglio tenersi stretto il crocifisso di plastica che le hanno rifilato le suore della scuola in cui studia.

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L’uomo in fuga, di Stephen King

Torniamo a parlare del Richard Bachman insito in Stephen King attraverso una delle sue opere più riuscite: L’uomo in fuga. Al pari de “La lunga marcia” fa parte di quel filone dello scrittore statunitense legato in qualche modo ad un futuro incerto e quasi ipertecnologico nel quale l’essere umano perde la maggior parte delle sue libertà e si trova a dover combattere per vivere. Centro di tutto? La televisione anche in questo caso.

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Chi si ricorda di Walt Whitman?

Quando uscì Nemo, tutti si fiondarono a comprare i pesci pagliaccio. Precedentemente, molti molti anni prima, tutti avevano dato la caccia ai Dalmata. Quando spopolò nelle sale il film L’attimo fuggente, con Robin Williams, eravamo tutti lì a confrontarci sul poeta tanto affascinante quanto per noi sconosciuto Walt Whitman.

Amatissimo in patria, Whitman, statunitense, nato nel 1812 e morto nel 1892 deve la sua fama alla raccolta Foglie d’erba, da cui ho tratti versi che troverete alla fine del post. In Italia è invece diventato famoso o per meglio dire popolare per la strofa che comincia con O Capitano!mio Capitano!. I suoi versi sono pubblicati da diversi editori.

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I libri che compriamo per sembrare intelligenti: una ricerca curiosa

L’80% dei libri che conserviamo negli scaffali della nostra libreria sarebbero stati acquistati per un unico scopo: quello di farci apparire intelligenti agli occhi dei nostri ospiti. La scioccante (ma veritiera?) dichiarazione è stata pubblicata qualche giorno fa dal Daily Mail che, grazie a una ricerca, ha potuto affermare quasi con certezza che la maggior parte dei libri che acquistiamo nelle librerie della nostra città non sempre vengono letti, anzi, spesso vengono solo posizionati nella fila più visibile dei nostri scaffali.

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L’occhio del male, di Stephen King

Dimagra. Questa è la parola chiave de “L’occhio del male” e l’incubo del protagonista, un avvocato obeso quarantenne, sposato con prole adolescente. E senza dubbio, per ciò che mi conderne, uno dei libri di Stephen King più particolari perché in grado di scatenare empatia per un “cattivo certificato” in grado di schierarsi con i buoni.Spiegare in poche parole questo libro è difficile.Essenzialmente si è davanti ad un’opera di Stephen King, ancora conosciuto in questo caso sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, che non ha bisogno di particolari commenti.

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Alfred Tennyson, In memoriam

Donna e versi di Tennyson

Ci sono alcune coincidenze che mi lasciano sempre molto perplessa. Stamattina, per dirne una, mi sono svegliata pensando di parlare su Libri e Bit del poeta vittoriano Alfred Tennyson (nato nel 1089 e morto nel 1892). Perché mi è venuto in mente? Non ne ho idea, non ho mai letto un verso che sia uno di questo autore.

Apro Google e scopro che è morto Steve Jobs. Perdo due ore su Facebook a parlarne con gli amici. Poi decido di mettermi a lavorare, finalmente, e mi metto a caccia di notizie su Tennyson e scopro che la sua opera più famosa si intitola In memoriam, scritta dopo la morte di un suo caro amico e composta da 131 componimenti di varia lunghezza.

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Copertina quarto tempo gavioli

Quarto tempo: il mondo del calcio senza veli

Copertina quarto tempo gavioliMio marito non credeva ai suoi occhi: io, che ho sempre odiato il calcio, che trovavano interessanti solo gli uomini che non lo trovavano interessante, ero sul divano a leggere un libro sul mondo delle società calcistiche. Non è stato l’unico a stupirsi.

La prima sono stata proprio io, ma non ho potuto resistere. Il romanzo di Gavioli mi attirava: Quarto tempo. Una storia di sesso e doping aveva un non so che che mi spingeva a leggerlo. Le mi aspettative sono state pienamente soddisfatte.

Innanzitutto, Gavioli ha una scrittura che scorre via veloce. Con questa velocità e con un’apparente leggerezza narrativa trascina il lettore nel mondo dei calciatori super pagati, della vita sfrenata, delle lotte con gli ultras e del loro legame con le società calcistiche.

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La casa del buio, di Stephen King e Peter Straub

La collaborazione tra Stephen King e Peter Straub fa buon frutti, su questo non vi è alcun dubbio, soprattutto per la sua capacità di mitigare quelli che sono i difetti di entrambi gli scrittori riempiendo il vuoto con i loro pregi. E La casa del buio, sequel de Il talismano, ne è la riprova.  Una maggiore maturità artistica della coppia ha fatto in modo tale poi che l’opera rappresentasse un vero e proprio gioiello della letteratura horror statunitense.

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