“Il casalese” a rischio censura: decisione del Tribunale di Napoli il prossimo 24 aprile

di Valentina Cervelli Commenta

 Il libro inchiestaIl Casalese” rischia di intraprendere presto la via del macero. C’è chi lo considera la biografia non autorizzata di Nicola Cosentino, o chi, come i suoi nove autori, lo reputa il frutto di un lavoro giornalistico attento o importante. Quel che è certo fino a questo momento, è che il giudice incaricato di decidere sulla “censura” del libro, questa mattina ha rinviato la decisione al prossimo 24 aprile.

Solo allora Massimiliano Amato, Luisa Maradei, Ciro Pellegrino, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Peppe Papa, Antonio Di Costanzo, Enzo Senatore e Giuseppe Crimaldi sapranno quale sarà il destino della loro opera. La magistratura è stata interpellata su denuncia civile di Giovanni Cosentino, fratello di Nicola, tra l’altro es sottosegretario all’Economia oltre che ex coordinatore regionale del Pdl.

I fatti ci raccontano che a quattro autori ed all’editore del libro, CentAutori, è stato richiesto un risarcimento danni pari ad un milione e duecentomila euro: per danni morali, patrimoniali ed a titolo di riparazione pecuniaria. I legali dell’uomo stanno man mando avvisando tutti gli organizzatori degli eventi di presentazione del libro dell’esistenza della causa in corso. Nessun impedimento per ora. Anche se tali comunicazioni sembrerebbero rappresentare una sorta di consiglio ad evitarne altre.

Attraverso il quotidiano Repubblica, uno degli organizzatori ha reso nota la lettera ricevuta:

Le scriviamo in nome e per conto di Giovanni Cosentino, per rendervi noto che nei confronti del libro Il Casalese, che apprendiamo sarà presentato presso la sede della Vostra Galleria, è stata già depositata presso il Tribunale di Napoli, sezione proprietà industriale e intellettuale, una richiesta ex articolo 700 c.p.c. di sequestro del manoscritto, date le numerose false informazioni gravemente diffamatorie in esso contenute, in particolare per quanto concerne false parentale attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone. Tanto vi dovevamo ai soli fini di una corretta e completa informazione. Cordiali Saluti.

Fin dalla sua uscita il libro ha causato polemiche: reazioni che sia l’editore che i giornalisti avevano messo in cantiere. Impegnati in diverse azioni di tutela, sia di tipo legale che pubblico i nove commentano con il quotidiano:

Siamo sereni: se c’è stata diffamazione sarà il giudice a stabilirlo, ma il sequestro e la distruzione dell’opera sono una richiesta da respingere.

 

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