Il Boia di Roma di Giovanni Battista Bugatti

di Valentina Cervelli Commenta

Sarà sinonimo di sadismo allo stato (non troppo) iniziale? E chi lo sa. Posso solo dirvi che il libro “Il boia di Roma” scritto da Giovanni Battista Bugatti, in arte Mastro Titta è meglio di un poliziesco tra i più moderni. Senza contare che è la fedele ricostruzione della sua carriera, scritta di suo pugno. Un po’ romanzata forse nei toni, non nei fatti, ma davvero incredibile.

Ho comprato l’ebook da amazon qualche tempo fa. Da appassionata di storia e di romanità 0,89 centesimi per le memorie dell’uomo che fece saltar via le teste di mezza Italia mi sembravano un regalo inaspettato. Gli impegni però mi hanno tenuto lontana dalla lettura fino a l’altro ieri, quando mi son decisa a prendere il Kindle ed a selezionare il libro in questione. Beh, non sono riuscita a staccarmici fino a che non l’ho finito. Uno spettacolo: questo è l’unico modo nel quale è possibile commentare questo libro.

Sembra quasi di leggere un romanzo a puntate avvincente e mai noioso. Certo, va detto per amor di cronaca che lo Stato Pontificio soleva indugiare in tale plenaria punizione, ma è pur vero che nell’800 il popolo italiano non si faceva alcun problema, sia per soldi che per passione ad uccidere i propri simili. Storie raccapriccianti, non tanto nelle esecuzioni, che Mastro Titta iniziò ad appena 17 anni, ed agli squartamenti talvolta relativi, quanto alla tipologia di crimine che i cittadini erano in grado di mettere in atto se stuzzicati.

Due storie mi hanno in particolare colpito: quella di una donna cotta viva allo spiedo dal marito perché traditrice e quella di Angelo Targhini e Leonida Montanari i due carbonari ricordati anche a Piazza del Popolo a Roma (ritratti anche nel film di Luigi Magni “Nell’anno del signore, N.d.R.) e condannati a morte con una certa solerzia nonostante la mancanza di delitto.

Un libro che consiglio vivamente ad ogni romano ed a tutti coloro che vogliano immergersi, grazie anche a documenti dell’epoca allegati, nella roma papalina di due secoli fa.

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