Addio alla scrittrice Francesca Sanvitale

di Giulia De Filippo Commenta

Si è spenta all’età di 83 anni, dopo una lunga malattia, la scrittrice Francesca Sanvitale. Era nata a Milano nel 1928, ma si era trasferita a Roma dopo aver conseguito la laurea in Letteratura italiana all’università di Firenze. A partire dal 1959, anno del suo trasferimento nella capitale, la Sanvitale è diventata una delle più importanti protagoniste della cultura italiana.

Giornalista e scrittrice di importanti romanzi, aveva collaborato per grandi quotidiani e riviste come Il Messaggero, La Nazione, l’Unità, l’Espresso, arrivando alla direzione delle riviste letterarie Nuovi Argomenti e MicroMega. Lavorò in Rai per ben ventisette anni e fu la fondatrice, insieme a Enzo Siciliano, del magazine culturale “Settimo giorno”, che trattava argomenti di letteratura, arte, cinema e filosofia.

Il successo arrivò nel 1972 con il romanzo “Il cuore borghese”, in cui raccontava la famiglia, la donna e il valore della letteratura, mentre nel 1980 pubblicò “Madre e figlia”, romanzo su un legame familiare diventato storia del costume italiano tra fascismo e dopoguerra. Dopo quatto anni di ricerche, si cimentò nel romanzo storico “Il figlio dell’Impero”, sulla fine dell’impero napoleonico, la restaurazione e la nascita dell’Europa moderna. Nel 2008 fu la vincitrice del Premio Chiara e del Premio Viareggio proprio con la sua ultima opera, “L’inizio è in autunno”.

E’ il grande filosofo e critico letterario Cesare Segre a ricordare l’impegno e le doti della signora della cultura italiana: “Francesca Sanvitale: una grande scrittrice, ma anche una persona che ha creduto nella cultura come mestiere. Pur nella sprezzatura di donna moderna, la Sanvitale non riusciva a nascondere un tratto aristocratico, non certo in contrasto con le sue posizioni progressiste e con il suo impegno per la causa femminile. Ora Francesca Sanvitale ci ha lasciati, anche se continuerà a parlarci con i suoi molti bei libri. Ma rimpiangeremo la sua presenza vivace, discreta, elegante, la sua parola limpida e, quando occorra, decisa. Tra i protagonisti della nostra vita letteraria era uno dei più garbati e sapienti”.

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