“L’amante di Lady Chatterley” di D.H. Lawrence

di Valentina Cervelli Commenta

Una storia d’amore di altri tempi. Erotismo e linguaggio aulico per un opera visionaria ed al contempo classica. E’ un romanzo pieno di contraddizioni in essere “L’amante di Lady Chatterley”  di David Herbert Lawrence. Sia nella storia stessa e nella sua espressione, che nello stile linguistico.

Edito per la prima volta a Firenze nel 1928, il romanzo, apertamente erotico, fu considerato immediatamente osceno dai benpensanti dell’epoca, sia per le scene di sesso descritte con dovizia di particolari, sia perché incentrato sulla storia di amore tra una borghese ed un giardiniere.

Un romanzo contrastato: basti pensare che in Inghilterra fu pubblicato solo nel 1960 per la prima volta. Piccola curiosità: i biografi ci svelano che la storia fu ispirata a Lawrence dalla sua vicenda personale, ovvero il tradimento della moglie. Si scoprì in seguito che il personaggio dell’amante si ispirò al capitano dei bersaglieri Angelo Ravagli, con il quale effettivamente la moglie di Lawrence si sposò in seconde nozze e con il quale visse fino alla morte.

La vicenda si svolge nelle campagne inglesi. Constance Reid è sposata a Lord Chatterley, nobiluomo rimasto paralizzato in seguito alla sua avventura al fronte durante la guerra. E’ una giovane donna particolare rispetto alle sue simili: passionale, è affascinata dai cambiamenti che si svolgono attorno a lei.  E’ progressista, desiderosa di libertà e di passione.

Non si fa problemi a tradire il marito, ma la vera esplosione, quella che cambierà davvero il suo modo di pensare ed agire accadrà quando dall’alta parte del talamo incontrerà il rude giardiniere Mellors. Uomo di poche parole, ma dalla forte sensualità. La semplicità con la quale lo stesso si approccia al sesso ed alla sua relazione con Constance, porta quest’ultima a provare un amore così forte da abbatere completamente ogni sua barriera, sia fisica che mentale.

Dal punto di vista stilistico, “L’amante” di Lady Chatterley” è un libro ben scritto, strutturato a dovere, con una suddivisione abbastanza tradizionale della storia. Il linguaggio di Lawrence, sebbene adatto alla epoca nella quale è vissuto, in alcuni punti risulta troppo altisonante ed al contempo scontato, ottenendo come effetto collaterale un rallentamento nel ritmo della narrazione. Si tratta di una storia che ha sempre affascinato la cinematografia mondiale. L’allestimento più famoso è quello del 1981, di Just Jaeckin.

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