“Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” di Francesco Guccini

di Valentina Cervelli Commenta

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” di Francesco Guccini è quel libro che capisci di dover leggere solo dopo averlo. letto. Perché il titolo, per quanto evocativo può non conquistarti e non essendo in grado di darti un segno… si rischia di metterlo da parte senza un secondo sguardo.

Ed invece è uno di quei testi, nemmeno troppo lunghi, per i quali vale la pena prendersi qualche ora di tempo e regalargli tutta l’attenzione necessaria. Francesco Guccini è un paroliere sopraffino. Può essere amato o odiato per ciò che dice e scrive. Ma questo non toglie che il suo modo di scrivere sia perfetto per portare il lettore direttamente su un altro mondo. Io, è risaputo, ho il debole per le storie che richiamano quell’Italia che non c’è più. Quella passata: prima di internet e dei cellulari.

Racconti di tempi che per alcuni sono un bel ricordo mentre per altri un mondo totalmente da scoprire. E Francesco Guccini con “Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” centra il punto. Riesce a ricreare nella mente di chi legge un luogo dove rifugiarsi. Dove sono le sensazioni a vincere e a raccontare vite che necessitano di essere conosciute. Perché tutto era più semplice da gestire e la pace interiore era più facile da conquistare attraverso semplici azioni.

La vita iniziava ad essere frenetica, ma non lo era sul serio. Questo romanzo ci aiuta a scoprire parti di noi che non sapevamo ci mancassero prima di sfogliarlo. Consigliato assolutamente.

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