E’ tutta vita di Fabio Volo, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Ci ho provato davvero con tutte le intenzioni, lo giuro. Ma c’è qualcosa della scrittura di Fabio Volo che mi perplime e non poco. Anche con in “E’ tutta vita” non sono riuscita a trovare efficacemente la serenità che leggere un libro dovrebbe darmi.

E questa è dirla tutta visto che devo ammettere onestamente che la storia, in questo “E’ tutta vita”, stava iniziando effettivamente bene anche per i miei canoni. Solo che è stato impossibile non notare come il romanzo si sia mosso di pari passo ai suoi protagonisti: arriva il bambino e ci si… ferma. Così come il libro di Fabio Volo. Colpa dello stile? Presumo. Il tutto è andato praticamente spegnendosi anche a livello tecnico di prosa. E se come me si ha poca pazienza per lo scrittore, il tutto diventa un “No” sotto moltissimi aspetti.

Di Fabio Volo non mi è mai piaciuta l’ovvietà di stile e di parola. Gusti miei, intendiamoci: conosco decine di persone che farebbero carte false per poter parlare con lui perché loro autore preferito. Con me non ha mai cliccato ed è qualcosa di risaputo. Ma mi ero illusa: trama che mi attirava, stile inizialmente abbastanza conforme ai miei gusti e poi la delusione in corsa. E’ un libro che consiglierei di leggere “E’ tutta vita”? No, se dovessi basarmi solo sul mio gusto personale. Tentando di ignorarlo… potrei dirvi di provare. Coloro che amano questo scrittore di certo non troveranno poi problemi ad amarlo. A voi quindi la scelta, come sempre. In tutta libertà.

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