Un Capitano, di Francesco Totti e Paolo Condò: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Una delle autobiografie più attese quella di Francesco Totti: il libro, scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Condò (tra l’altro amico del giocatore, N.d.R.) ha conquistato l’attenzione di moltissime persone in Italia, curiose di conoscere più da vicino il “pupone” romano.

Ma soprattutto di vederlo raccontare, senza peli sulla lingua, la sua vita e tutte le situazioni (calcistiche o meno) nelle quali si è trovato coinvolto. Paolo Condò ovviamente abbellisce la forma, ma è palese che tutto quello che appare è farina del sacco di questo incredibile giocatore. Quando si parla di Francesco Totti non va dimenticato che si parla di un’icona del calcio importante per il nostro paese a prescindere dalla squadra di appartenenza.

Ecco quindi che posare lo sguardo su “Un Capitano” e leggerne i passaggi ti catapulta, grazie anche alla buona prosa di Condò, in un mondo che si è sempre avuto la possibilità di osservare da lontano ma che mai si è potuto toccare con mano fino ad ora. La lettura scorre abbastanza piacevolmente sia dal punto di vista tecnico che organizzativo della autobiografia ed all’interno della stessa, come giusto che sia, vi sono momenti differenti scatenanti emozioni differenti.

Francesco Totti non nasconde pressoché nulla all’interno della sua biografia, spesso affondando diretto su alcune situazioni o persone, allo stesso modo nel quale ha sempre vissuto la sua vita pubblica: serenamente, in modo serio e  con quel pizzico di spavalderia che non guasta mai.  Insomma, una lettura consigliata un po’ a tutti e perfetta per tutti gli appassionati di calcio e di questo indimenticabile calciatore.

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