Ora dimmi di te – Lettera a Matilda, di Andrea Camilleri

di Valentina Cervelli Commenta

E’ inutile sottolinearlo: non si tratta del classico romanzo in salsa Montalbano di Andrea Camilleri. “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda” è proprio quello che il suo titolo racconta: una lettera alla pronipote, oggi tra i 4 -5 anni, che l’autore si aspetta possa essere una sorta di “reminder” del bisnonno quando lo stesso non ci sarà più.

Nulla di superbo, anzi tutt’altro. Grazie a questo volume Andrea Camilleri ripercorre tutta la sua vita dando effettivamente importanza agli episodi che in qualche modo hanno segnato la sua vita nel bene e nel male rendendolo la persona che è ora. L’ultranovantenne ormai privo della sua vista, al’apparenza forse un po’ burbero, ma in realtà un narratore caratterizzato da una sensibilità incredibile e non solo quando impegnato nello scrivere.

Ecco quindi che nel suo racconto l’autore di “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda” racconta di uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e di una strage di mafia a Porto Empedocle; ed ancora dell’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio. Insomma, Andrea Camilleri si racconta e ne approfitta per raccontare quelli che alla fine sono anche i vizi e le virtù della nostra società senza avere paura di esporsi in prima persona. Chi è interessato a sapere perché lo scrittore per Montalbano predilige il dialetto (come in altri volumi, N.d.R.) troverà la risposta leggendo questo libro.

Uno scritto che in qualche modo non solo apre una buona finestra sulla vita di un uomo come Andrea Camilleri, ma che allo stesso tempo ce lo fa risultare anche più simpatico.

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