Trilogia di Bartimeus, recensione

di isayblog4 Commenta

Siamo a Londra. Tutti sanno che in parlamento non ci sono i “comuni”, ma i maghi, che grazie alle loro conoscenze, portano avanti gloriosamente la grande Inghilterra e cercano di contrastare la potente Praga.

I maghi, che cominciano l’apprendistato intorno ai cinque anni, devono dimenticare ben presto il loro vero nome, seppellirlo nella memoria, in modo che i demoni, da cui deriva il loro potere e che vengono asserviti al volere dei maghi, non possano ribaltare la situazione e prendere il controllo.

Nathaniel, però, è talmente triste quando i suoi genitori lo lasciano perché vada dal mago che gli insegnerà tutto, che la signora Underwood moglie del mago maestro, pur sapendo di contravvenire ad una regola fondamentale, continuerà a chiamarlo con il suo vero nome.

Ben presto stanco di essere trattato come un ragazzino incompetente, e consapevole delle proprie capacità, Nathaniel si deciderà a convocare un Jiin millenario e potentissimo, Bartimeus, cui chiederà di rubare un talismano posseduto dal potente e cattivissimo Simone Lovelace. Bartimeus, però, scoprirà casualmente il nome del piccolo mago.

Uscita nel 2009, la Trilogia di Bartimeus, dell’inglese Jonathan Stroud, classe 1970, comprende i tre volumi L’amuleto di Samarcanda, L’occhio del Golem e La porta di Tolomeo. Tre romanzi che hanno riscosso un meritatissimo successo.

La scrittura di Stroud è curata, mai ridondante (come accade in molti romanzi fantasy). A dettagli leggermente orrorifici, si mescolano ironia, azione, divertimento, che vanno ad arricchire una storia che in parte si compone come un percorso di formazione.

Mi è piaciuto molto il continuo cambio di prospettiva che lo scrittore adotta mentre seguiamo l’azione dei protagonisti: ora Bartimeus parla di sé e ci mostra in soggettiva quando accade, ora diventa voce narrante, ora lascia il posto ad una terza voce che ci racconta come Nathaniel giunse dagli Underwood e lì venne umiliato sino a voler far esplodere la sua sete di vendetta.

Leggo molti fantasy per lavoro, ma questo, davvero, l’ho letto con passione e ammirazione per la bravura di Stroud. Ottimo per i ragazzi, bello anche per i grandi. Da leggere insieme, da rubarselo, da conservare in biblioteca aspettando che i piccoli di casa siano abbastanza grandi per apprezzarlo.

Underwood sbatté le palpebre e scosse la testa. Sembrava non credere a quello che gli comunicavano i sensi. Lovelace rimase molto tranquillo, con gli occhi celati fissi su Nathaniel. L’Amuleto di Samarcanda dondolava dolcemente dalle sue dita immobili. Nathaniel si schiarì la gola secca. Che cosa sarebbe successo ora, non osava nemmeno immaginarlo. Era arrivato ad articolare i suoi pensieri solo fino alla confessione. Ma da qualche parte nella stanza era nascosto il suo servo, perciò non era del tutto indifeso. Sperava che in caso di bisogno Bartimeus sarebbe intervenuto ad aiutarlo.

Autore: Jonathan Stroud
Titolo: Trilogia di Bartimeus
Traduzione di Riccardo Cravero
Editore: Salani
Anno: 2009
Pagine: 1152
Prezzo: € 22,00
ISBN 9788862561389

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