Somare di Federico Boni, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Somare, di Federico Boni, è un libro da leggere ora, mentre fa caldo e si sorseggia qualcosa di fresco o si consuma un ghiacciolo: una lettura che deve essere presa sul serio e non allo stesso tempo. E no, non siamo impazziti.

Chi scrive legge questo autore da tempo che ha memoria della sua permanenza in rete, essendo l’ideatore di uno dei blog di gossip LGBTQ più noti in Italia ed è abituato senza dubbio al suo modo di scrivere. Quindi inutile girarci troppo intorno, lo stile di scrittura piace e vola via abbastanza scorrevole. E’ un libro perfetto? No, ma non è questo il punto. La storia che l’autore racconta è in buona parte, è facile intuirlo anche dalla semplice presentazione dei personaggi principali soprattutto se si è “fan” dello scrittore e del suo portale, molto legata alla sua vita ed è per questo coinvolgente al punto giusto.

E’ una narrazione, quella di “Somare” di Federico Boni senza particolari peli sulla lingua (vivaddio, N.d.R.) che in qualche modo porta a galla vizi e virtù di una comunità variopinta che talvolta lavora contro se stessa, tra stereotipi e luoghi comuni ma che ha bisogno di qualcuno che la racconti come è, a prescindere dai suoi pregi e dai suoi difetti. E sì, forse tanti aspetti più positivi sono stati lasciati indietro, ma in fin dei conti è attraverso libri “realisti” come questi che si può leggere qualcosa di diverso dalla classica trita e ritrita prosa che ogni estate ci si trova a leggere.

E un libro consigliato? Si, perché tutti hanno bisogno di aprire gli occhi sulla normalità di storie che spesso socialmente, nella lettura, vengono marginalizzate. E se lo si può fare facendosi un paio di risate… perché no?

 

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