Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti di Antonio Dikele Distefano, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti” di Antonio Dikele Distefano è un libro da cui mi sono tenuta inizialmente distante: storia di giovani, brutta esperienza passata con Federico Moccia. Poi ho visto una sua intervista a RaiNews, online ed a prescindere dai pregiudizi mi ci sono buttata. Senza rimpiangerlo.

 

Perché è indubbio che la storia sia scritta bene, che sia veloce da leggere e che prenda. Anche se di pregiudizi ne avevo molti. Non chiedo clemenza in questo. Ma anni di Federico Moccia mi hanno fatto dubitare di poter reggere un libro inerente amori giovanili. Ci ha pensato Antonio Dikele Distefano, facendo una analisi perfetta di quanto possa essere idiota la gente con la discriminazione a farmi fermare un attimo a pensare e dire: “eh no. Ferma qui. Tu odi la gente che fa così e lo fai con un libro?” Il resto è essenzialmente storia per me.

Dopo aver letto “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti” non mi stupisce che sia diventato un caso letterario e non solo per l’analisi perfetta che l’autore stesso ne fa. Ma perchè contiene tutti gli elementi necessari a catturare l’attenzione dei più giovani ed un po’ anche delle persone un tantino “vintage” che si approcciano alla sua lettura. E lo stile, tipico della nostra generazione da social, è quello che mi ha colpito di più. E’ un elemento basilare per me in generale. E non mi ha delusa in questo romanzo. La storia… Parla da sola. Ve lo consiglio con tutto il cuore.

 

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