Something Borrowed di Emily Giffin

di Valentina Cervelli Commenta

Una piacevole sorpresa. Ecco cosa è stata per me la lettura di “Piccole confusioni di letto” di Emily Giffin. Volendo tralasciare appositamente la pessima traduzione del titolo “Something Borrowed” (Qualcosa di prestato, che sicuramente sarebbe suonato meglio e sarebbe stato più attinente al caso specifico, N.d.R.), questo libro, nella sua semplicità, è un piccolo cesto di emozioni da scoprire.

Almeno per noi donne, tutte quante sempre più “Rachel” piuttosto che la fortunata, bellissima ed egoista Darcy. La trama, almeno per i primi capitoli è drasticamente scontata, salvo poi muoversi in un crescendo di emozioni e situazioni davvero carine. La protagonista è una ragazza come tante, la cui migliore amica (un po’ approfittatrice…) non solo è bella e di successo, ma anche fidanzata con un bellissimo e dolcissimo ragazzo, ex compagno di scuola della protagonista.

Fin da subito s’intuisce che il giovane è conscio di aver fatto la scelta sbagliata e complice qualche alcolico di troppo ed una bella chiacchierata, ecco che il tradimento scatta e Racher e Dex (questo il suo nome, N.d.R.) si trovano a vivere la classica (ma non troppo, N.d.R.) storia clandestina. Il pregio più interessante di questo chick-lit è di assecondare e contemporaneamente lanciare nel gabinetto tutte le peculiarità tipiche di questo genere. E’ impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle storie dei protagonisti. Le emozioni sono…dense. E’ questo il termine giusto. E di tutto questo deve essere ringraziata l’autrice ovviamente, per una caratterizzazione dei personaggi davvero azzeccata e soprattutto completa.

Lo ripeto, alcune parti, soprattutto all’inizio sono state così dannatamente prevedibili che se non avessi avuto paura di rompere il Kindle, lo avrei lanciato lontano da me per la noia. Passato il primo arrivo al mare dei protagonisti, il libro è cresciuto a dismisura. Non so se acquisterò il sequel della storia dal punto di vista di Darcy. Quel che so per certo è che il libro merita. Davvero. E che anche con il genere chick-lit (che per me è sempre esistito solo per Sophie Kinsella, N.d.R.) non bisogna fermarsi alle apparenze ma tentare di leggere qualche riga prima di lasciar stare.

Voto: 7

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