Presentazione di “La colpa” di Lorenza Ghinelli

di Valentina Cervelli Commenta

Lorenza Ghinelli è una giovane scrittrice il cui primo libro, “Il divoratore“, non solo è divenuto un caso letterario, ma presto diverrà anche una pellicola cinematografica. E quando tali avvenimenti avvengono uno dopo l’altro, quel che è certo è che le storie raccontante non solo tengono da un punto di vista meramente tecnico, ma sono capaci di arrivare al cuore. E “La colpa“, il suo ultimo libro, sembra essere sulla stessa linea d’onda del suo esordio.

Si potrebbe sostenere che parlare di bambini e/o ragazzi disagiati possa rappresentare un aiuto in tal senso. Una considerazione vera a metà. Perché proprio per la presa particolare che questo mondo ha nell’immaginario emozionale della gente, la falla, la caduta è davvero dietro l’angolo. La scrittrice, grazie anche alla sua esperienza personale (è un educatrice sociale, n.d.r) riesce ad entrare nel mondo dei bambini e degli adolescenti con maggiore dimestichezza, trattandone aspetti e impressioni che difficilmente verrebbero resi allo stesso modo da persone totalmente fuori da tale mondo.

Nel caso de “La Colpa” (edito dalla Newton&Compton) sono diversi gli elementi che vengono a scontrarsi. Non solo una infanzia disgraziata, ma anche le conseguenze della stessa, da un certo punto di vista più interessanti e necessitanti di “spiegazioni”.  Quel che è certo, e si evince dalle interviste rilasciate dall’autrice con i media nazionali, è che il suo punto di vista. nonostante il tema, è tutt’altro che buonista.

Si tratta al contrario di un approccio estremamente professionale ma al contempo sentito. Non è uno stile secco e freddo quello di Lorenza Ghinelli: sinonimo questo di una compenetrazione dell’idea nella descrizione, ma soprattutto di un ritratto emozionale attraverso la storia. Quello che spesso l’autrice sottolinea è il fatto di parlare di una cosa che si capisce e si conosce in maniera profonda. La sua opera è espressione pura di tale concetto.

Il dolore non si soffoca con la violenza. E la storia raccontata dal libro ne è la dimostrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>