Wisława Szymborska, Twitter e il progetto #twitscript

di Barbara 2

La narrazione si sposta sui social media. Da molto tempo sentivamo parlare di libri pensati per essere letti sui cellulari, poi sono arrivati gli eBook, poi gli smartphone. Le tecniche narrative cominciano a risentire dei nuovi mezzi. Se Tolstoj pensava a romanzi fiume da pubblicare regolarmente su riviste letterarie e non, tornano ora di moda i racconti: formato narrativo agile e veloce, perfetto per i vari eReader in circolazione.

Oggi parliamo però di un social network molto particolare, ovvero Twitter, che prevede messaggi non più lunghi di 140 caratteri e che si sta rivelando un ottimo mezzo per raccogliere e diffondere informazioni, seguire eventi lontanissimi da noi cogliendone i temi principali attraverso i commenti di chi è presente, interagire con gli organizzatori stessi degli eventi in corso e via dicendo. E parliamo in particolare del progetto/esperimento #twitscript di Silvia Storelli.

Blogger professionista e appassionata di video narrazione, un bel giorno Silvia Storelli ha chiesto ai suoi follower:

Oggi si parte con questo esperimento strambo di scrittura digitale creativa collettiva. Siete pronti? Questo primo #twitscript vorrei dedicarlo a Wislawa Szymborska perchè, come spesso mi accade, mi sono fatta ispirare da una delle sue straordinarie poesie. Ora fatevi ispirare anche voi! La consegna è la seguente.

1- Leggere la poesia “Contributo alla statistica” di W. Szymborska

Contributo alla statistica
Su cento persone:
che ne sanno sempre più degli altri
– cinquantadue;
insicuri a ogni passo
– quasi tutti gli altri […]

2- Continuare l’elenco della poetessa scrivendo il vostro contributo alla statistica, scrivendo la vostra frase su twitter con l’hashtag #twitscript oppure per chi non ha un profilo Twitter scrivete sulla pagina FB di Recpausa. La prima frase “Su cento persone…” la scrivo io su #twitscript, voi continuate.

3- Registrare una voce che legge ciò che avete meravigliosamente creato. Meglio se è la vostra voce.

Ho estratto, naturalmente, solo alcune frasi da tutta la presentazione. Ad ogni modo, i partecipanti sono stati numerosi e i file audio sono stati raccolti e montati nel video che avete visto in apertura di post.

Ho trovato il progetto molto interessante e non solo: mi sembra risponda da solo alle prospettive apocalittiche di chi ritiene che i nuovi mezzi comportino la morte della cultura. Devo ammettere, per quanto mi riguarda, che non sono un’appassionata di Twitter, ma che ho fatto un passaggio veloce da Twitter agli Haiku, componimenti giapponesi che non devono sforare le diciassette sillabe.

Non sempre la mancanza di caratteri penalizza la comunicazione. Forse, in un mondo pieno di parole vane, il limite può essere un efficace torchio per una produttiva contrazione di pensieri e significati. Se siete curiosi, il progetto di Silvia Storelli è visibile sul sito ufficiale, Recpausa.

Commenti (2)

  1. L’esigenza di comunicare nel mondo 2.0 e la poesia, la cultura in genere, la necessità di condividere lo stimolo nato da un’idea messa in rete è l’elemento dominante del lavoro di Silvia.
    Quasi a volere, per necessità e per virtù, dimostrare le potenzialità emotive del cosmo virtuale popolato non solo da avatar e nicknames ma di emotività, di sentire, di capacità gratuita di partecipare “con un verso, con un rigo appena”.
    saluti,
    Alessandro Arcangeli

  2. Grazie Alex, hai colto in pieno questa mia esigenza espressiva, questo desiderio di co-autorialità che caratterizza il mio fare. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>