Il mio disastro sei tu di Jamie McGuire, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Colpita anche se non del tutto positivamente da  “Uno splendido disastro” di Jamie McGuire ditemi: come potevo tenermi lontana dal secondo libro della serie? Non l’ho fatto ovviamente, ed ancora devo comprendere in tutta onestà se ne sono rimasta colpita più o meno del primo volume. Una cosa di certo mi ha piacevolmente attirata: la scelta stilistica.

Non lo negherò stupidamente: Jamie McGuire ha fatto con “Il mio disastro sei tu”, tutto quello che noi lettori della saga di Twilight aspettiamo da tempo con l’annunciato e mai completato  “Midnight Sun” di Stephenie Meyer, ovvero il punto di vista dell’altro protagonista della vicenda. Rispetto a “Uno splendido disastro” i ruoli si invertono in maniera opposta, dandoci il punto di Travis. Una scelta interessante? Si. Una scelta azzeccata? La risposta può essere positiva anche in questo caso.  Come per il precedente volume, è inutile prendersi in giro, la storia è quella che è, non stiamo parlando di filosofia applicata o del romanzo che ognuno di noi stava attendendo per cambiare la propria vita. E’ un’opera per giovani, appositamente creata per un determinato target di lettori (e si nota), ma che può essere adattata a chiunque se si ha la compiacenza e l’intelligenza di prendere il romanzo per quello che è senza pregiudizi.

Essenzialmente a mantenere questo giudizio aiuta molto la preparazione effettiva dello scrittore che è comunque in grado si non rendere noioso dal punto di vista grammaticale un libro che potrebbe essere trovato come tale da chi si approccia a leggerlo fuori dal target di riferimento. Ve lo consiglio? Assolutamente si se vi è piaciuto il primo perchè ovviamente il punto di vista è diverso e completa ciò che già si conosce. Se non li avete letti…vi lascio carta bianca in base ai vostri gusti ed ai vostri tempi. Non è da bocciare in fin dei conti. Nel filone adolescenziale c’è davvero di peggio.

 

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