Recipes Remembered: le ricette di chi ha vissuto l’Olocausto

di Giada Aramu Commenta

 Recipes Remembered è uno di quei libri che vorremmo leggere presto anche nel nostro Paese. E’ un testo importante, un testo storico e al tempo stesso culinario, un testo da leggere con commozione e un libro da tenere sul tavolo della cucina per sfornare ottimi manicaretti. Il testo è stato scritto e “confezionato” da June Feiss Hersh in collaborazione con il museo dedicato all’Olocausto e alla cultura ebrea, il Museum of Jewish Heritage. A inaugurare il testo è Cecile Rojer Jeruchim, ebrea, che ricorda ancora come se fosse ieri l’ultimo pasto condiviso con la madre, una cena a base di bistecca, purea di patate e insalata belga, l’ortaggio odiato da Cecile che aveva puntato i piedi per non mangiarlo. Era il 1943 e la piccola Cecile, di soli 12 anni, non sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo pasto completo. Il giorno seguente i genitori di Cecile vennero portati nel campo di Auschwitz e Cecile e sua sorella Anny riuscirono a salvarsi nascondendosi in una chiesa cattolica.

L’idea del libro di ricette costruito attorno a un evento così triste come l’Olocausto fa riflettere, commuovere e anche sorridere. Le ricette contenute all’interno del libro sono state raccolte dall’esperienza e dalle storie che le protagoniste si scambiavano: consigli di preparazione, tempi di cottura e scelta degli ingredienti. L’esperienza, atroce, del digiuno le rendeva più forti stimolando in loro i ricordi dei cibi che più apprezzavano portando alla mente profumi, gusti e aromi delle pietanze della cultura ebrea, quasi una via alternativa per affermare se stesse, la loro origine e la loro identità.

Il libro (che in America ha già avuto due edizioni simili) darà modo a tutti i lettori di affrontare la storia delle vittime dell’Olocausto in un modo completamente nuovo regalando a tutti i ricordi di donne speciali che, anche in un momento così tragico per l’umanità, trovarono il coraggio di condividere una passione per cercare, anche solo idealmente, una via di fuga. Le storie delle 80 donne verranno legate alle loro ricette di famiglia e ai ricordi di una tradizione e una cultura che, nonostante sia stata minacciata di venire cancellata per sempre, ha resistito agli attacchi di un’ideologia errata giungendo fino a noi con un sorriso e con la dolcezza di un libro di ricette.

[Photo Credits huffingtonpost]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>