Libri erotici e paypal: problemi nei pagamenti?

di Valentina Cervelli Commenta

Da qualche giorno si stava spargendo la voce, in molti ambienti della rete che il noto metodo di pagamento Paypal stesse creando problemi ad alcuni venditori di libri ed ebook erotici. Un evenienza che va detto, lascia sconvolti: possibile che uno strumento così all’avanguardia gestito da un istituto serio iniziasse una campagna di censura contro la letteratura erotica? Sembrava incredibile. Scavando a fondo nel problema abbiamo scoperto che la verità, come cita un noto detto latino, “sta nel mezzo”.

In effetti Paypal ha minacciato una casa editrice di bloccare l’account che la stessa aveva presso il colosso per via di materiale erotico. Questo però in virtù di una certa tipologia di ebook erotici. Smashwords (questo il nome dell’editore coinvolto, n.d.r.) tra i suoi titoli presenta dei prodotti letterari su incesto, stupro e bestialità. Libri che contengono tali temi non sono ovviamente illegali, anche se trattano di materiale illegale. Nessuno, ad esempio, fa problemi per le opere di De Sade.

Una differenza, molto sottile, che Paypal non sembra disponibile ad accettare. Così da come si evince da un passo della lettera ricevuta dalla casa editrice in questione:

In generale, le nostre policy permettono la vendita di libri erotici ma dobbiamo purtroppo tracciare una linea per evitare certe tipologie di contenuto per adulti, in particolare quando sono estreme o potenzialmente illegali.

In molti potrebbero generalmente pensare che tale “opzioni” rientri di diritto nelle policy stabilite dallo strumento di pagamento e che Smashwords debba adeguarsi. In realtà il discorso è ben più complicato.  Con quale autorità un servizio può arrocarsi il diritto di dire all’editore quale tipologia di ebook vendere per non rischiare di perdere il proprio account sullo stesso.  Ed ancora, se il materiale viene riconosciuto come legale dalle autorità competenti perchè porsi in modo “non neutrale”?

Domande lecite che probabilmente rimarranno senza risposta, ma che di fatto aprono alla riflessione. Fino a dove si spinge la libertà di espressione e di stampa?

 

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