La scuola è di tutti, l’istruzione secondo Girolamo De Michele

di Giada Aramu Commenta

Dati statistici e spaccati della realtà. La scuola è di tutti entra nelle classi italiane raccontando dei microbi e i batteri più difficili da annientare, virus non si nascondono nei cancellini delle lavagne, né sopra ai banchi di scuola coperti da scritte a pennarello. Il vero batterio non sparisce con una passata di straccio ben data perché il vero cancro si nasconde fuori dalla scuola e dentro gli ambienti pubblici, gli stessi che a scuola in verità non ci mettono piede da un po’. Girolamo De Michele, scrittore ed esperto di filosofia e pedagogia, si sporca le mani entrando nelle piaghe più zozze del sistema scolastico, quelle polverose che quando vengono restaurate si vedono solo e quasi sempre peggiorate e che, di rimando, include nel polverone nero anche gli studenti, gli operatori scolastici e i professori obbligati ad operare una trasformazione importante che forse all’inizio della loro carriere neanche sospettavano.

Troppi insegnanti, alunni violenti e somari, bidelli scansafatiche, programmi inadeguati… la scuola italiana è davvero in stato di emergenza come sostiene chi vuole salvarla a suon di tagli al personale, rigida disciplina, valutazioni «quantitative» dell’apprendimento? Questo libro, unendo analisi statistiche e strumenti teorici di grande autorevolezza con l’esperienza di chi lavora da anni nelle classi, smonta gli stereotipi e aumenta la prospettiva: il nemico da combattere è una vasta crisi di valori politici e culturali che rischia di rendere la scuola (e la società) sempre più autoritaria. 

Il libro di De Michele affronta le istituzioni scolastiche, gli insegnanti e gli stessi studenti affiancando un parere ad un dato ufficiale, un pensiero a una citazione reale e un ricordo a una speranza, quella che la scuola un giorno possa nuovamente educare e insegnare a crescere perché quello che spesso le istituzioni dimenticano è che gli studenti che ora affollano classi inadatte, banchi bucati come groviere, e sedie zoppe come veterani di guerra domani saranno gli adulti che cresceranno altri adulti e a loro volta altri futuri adulti.

[Photo Credits e news ibs]

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