La scuola cattolica di Edoardo Albinati, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

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Una buona biografia è in grado di catturare l’attenzione. Ed altrettanto può fare un romanzo che è apertamente ispirato ad una storia vera. Da qualsiasi punto lo si voglia considerare, “La scuola cattolica” di Edorardo Albinati è un libro che merita di essere letto.

Vi sono delle pagine della nostra storia che rischiano di essere dimenticate per la carenza di impegno nel ricordarle nel migliore dei modi. Non voglio dire che “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati debba essere considerato uno strumento perfetto per far conoscere a tutti cosa è accaduto con la strage del Circeo, ma di certo rappresenta una buona base per comprendere gli avvenimenti. Il romanzo infatti ricostruisce molto bene quel particolare tipo di società che ha portato al noto e sanguinoso fatto di cronaca. Va detto in tal senso una cosa: questo libro o si ama o si odia.

Nei forum le persone sono apparse equamente divise tra il pensare di questo volume che sia un capolavoro all’odiare il modo in cui lo “stile” alterna piccoli capolavori a considerazioni visionarie. La realtà dei fatti è che per essere un romanzo, “La scuola cattolica” apre la strada a molti importanti ragionamenti che è bene che si facciano. Sull’Italia del passato, su come si intende impostare quella futura e su come la società purtroppo perde di vista se stessa dando ampio spazio a brutture che avvengono perché non si ha il coraggio di guardare in faccia che nonostante l’ipotetica “intoccabilità” di un ambiente, la realtà dei fatti può essere molto diversa. E violenta.

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