“La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri” di Beppe Severgnini

di Valentina Cervelli Commenta

 Un vero e proprio spettacolo di battute tra il sindaco di Firenze, Matteo Renzi e lo scrittore Beppe Servegnini si è svolto ieri nel corso della presentazione del nuovo libro del giornalista “La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri” edito da Rizzoli.

Si è trattata di una sorte di inversione dei ruoli per il quale il sindaco è diventato giornalista e lo scrittore quasi un politico.

Palazzo Vecchio ha rappresentato davvero una location suggestiva per una presentazione che si è trasformata in una occasione per parlare dei problemi del mondo attuale, a partire dalla situazione politica italiana, fino alle rivolte in Egitto: il tutto condito come sempre, in pieno stile Severgnini, dalla giusta dose di battute e nochalance di coli che alla fine è più cittadino del mondo che altro.

Si tratta di un libro, quello presentato dallo scrittore, che covava nelle spire della sua arte da un bel po’ di tempo: è innegabile che Severgnini abbia descritto l’italiano all’estero sempre con dovizia di particolare. Mancava solamente che ci spiegasse come l’italiano medio intenda il voto. Un fatto di attualità, dato il clima politico importante, che un critico come Beppe non si è lasciato sfuggire.

“Volevo scrivere questo libro ben prima del caso Ruby, visto che sono 20 anni che cerco di descrivere gli italiani al meglio”, spiega il giornalista. “Dovevo spiegare come vota la gente: gli italiani non votano con la testa, ma bensì con la pancia e la testa che va a ruota. Se non si capiscono gli italiani non potremo mai capire Berlusconi”.

Nel libro si dibatte con ironia pungente degli italiani e delle loro preferenze, senza tralasciare, come ovvio che sia, un focus sulla situazione attuale e su come molto sia cambiato rispetto al passato: perché in fin dei conti, il politico in questione piace perché “ci perdona in anticipo i peccati che ancora dobbiamo pensare di fare“ e conquista attraverso le debolezze, aumentando una cultura del machismo che non sempre appare adeguata.

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