Io ti sento di Irene Cao, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Ho fatto passare davvero tanto tempo prima di provare a dedicarmi alla lettura di “Io ti sento” di Irene Cao. Nulla contro l’autrice,  intendiamoci, ma in qualche modo queste storie d’amore e sesso dopo tutti i svariati cloni di “Cinquanta sfumature di grigio” sembrano ricalcare un po’ dei copioni già scritti.

Ho tentato davvero di non pensare al primo libro nel leggere il secondo. E devo dire che in qualche modo ha funzionato, sebbene non possa dire di esserne rimasta totalmente soddisfatta. Sono i personaggi a non piacermi. E’ quello sicuramente il problema. Alla scrittrice, Irene Cao, non si può fare alcuno appunto sulla sua scrittura. Non ricordo onestamente se ne ho fatti nella recensione di “Io ti guardo“, del quale fortunatamente ricordo poco e nulla, ma devo dire che alla fine, a livello stilistico, parlando strettamente di scrittura, le scelte non mi sono dispiaciute. Il problema con questi libri (anche se spero un cambiamento nell’ultimo episodio) è che prima di tutto, per quanto si possa tentare di non farlo, il paragone con “50 sfumature di grigio” viene naturale.

Ed è normale, a meno che non si parli di autrici come Anais Nin, precedenti, ora il termine di paragone è per forza quella trilogia.  Soprattutto se sull’altro piatto della bilancia vi sono altri tre libri. Insomma, dare tutta la colpa alla stampa o alla casa editrice… non regge. Tornando alla recensione, i personaggi per me rappresentano un vero problema. Non mi piacciono caratterialmente, non condivido le scelte che fanno. Non mi piacciono le scelte che fanno e questo in qualche modo rovina in generale quella che è la mia percezione del libro. Posso lamentarmi più di tanto? No, penso che non ne valga la pena. Rispetto coloro ai quali il libro è piaciuto ed attendo di trovare la voglia di leggere il terzo della serie nella speranza di venire categoricamente smentita.

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