Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Possibile che un romanzo sulla barbarie nazista, e quindi interessante di suo per definizione, necessario per non far cadere la memoria anche se si tratta di una storia inventata possa rovinarsi dopo qualche capitolo ed essere considerato includente per una scarsa caratterizzazione dei personaggi? La risposta, pensando a “Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez, è positiva, purtroppo.

Ed è un peccato, perchè prendere un tema come quello della Shoah e scriverci un racconto simile attorno e poi sprecare il potenziale è qualcosa di atroce. Il lettore si avvicina al libro attirato da una sinossi per una volta superiore alle altre in quanto a decenza e si ritrova purtroppo tra le mani un libro che si spegne dopo i primi capitoli. Non me ne capacito davvero. Soprattutto perchè anche i personaggi all’inizio, con le premesse che presentavano davvero potevano raggiungere dei livelli di perfezione inauditi, anche se va da se che dei vecchietti ultrasettantenni tanto arzilli difficilmente li incontri nella vita reale.

Quindi non posso fare altro che ripetere di essere rimasta davvero delusa. Calcolando che il libro è davvero esploso dopo un esordio non semplicissimo in Spagna, condividerò con voi la sinossi per darvi modo di decidere se vale o meno la pena di leggerlo. Ne sono rimasta così scontenta che davvero…non c’è altro da dirne a riguardo.

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell’oblio.

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