Intervista a Michele Albera di Questa è Torino

di Giada Aramu Commenta

 Dopo avervi presentato Questa è Torino, e aver recensito l’eBook di uno dei suoi city-writers, ecco l’intervista al creatore di uno dei profili social più amato dai torinesi, Michele Albera, giovane torinese che, dopo aver lanciato un profilo dedicato a questa bella città, potrebbe ora “rischiare” di creare una nuova etichetta editoriale e pubblicare l’atteso romanzo di esordio

L&B: Ciao Michele, grazie per aver deciso di parlare di te e del tuo progetto. Raccontaci, come e quando è nata la pagina “Questa è Torino”?

Michele Albera: La pagina è nata un giorno di maggio del 2010. Avevo visto molte “fanpage” (all’epoca si chiamavano così) e mi era venuta voglia di fondare una pagina dedicata alla città in cui sono nato e cresciuto e che amo profondamente. Ne esistevano già alcune, ma francamente non le trovavo qualitativamente interessanti. Anche adesso le pagine di facebook che trattano Torino hanno un tono fastidiosamente adolescenziale che onestamente non sopporto. Questa è Torino è un po’ una voce fuori dal coro.

L&B: Qual era il suo scopo? E soprattutto, avresti mai pensato di abbracciare anche il mondo letterario?

Michele Albera: Lo scopo di Questa è Torino era ed è quello di dare informazioni e stimoli. Non parlo di fare cultura, perché credo che i social network siano per loro natura alquanto superficiali e non penso debbano essere presi troppo seriamente come spesso accade. Mi piace pubblicare notizie e curiosità torinocentriche, ma sta poi all’utente della pagina approfondire i temi e gli input che Questa è Torino lancia, che vadano da notizie storiche a informazioni di attualità. L’idea degli ebook invece è stata quasi spontanea. Ho pensato che sarebbe stato bello sfruttare il parco utenti della pagina (attualmente di più di 22mila persone) per far conoscere nuove realtà e proporre nuovi autori, tutto senza chiedere soldi a nessuno.

L&B: Come giungono i romanzi inediti al sito? Li scegli tu personalmente/devono passare una selezione specifica?

Michele Albera: I romanzi, così come i racconti brevi o le poesie, arrivano direttamente alla inbox della pagina Questa è Torino. Mi piace avere un rapporto diretto con gli autori che hanno scritto le opere e qualche volta parte uno scambio reciproco per migliorare uno o più dettagli dell’ebook che stiamo per proporre. Per ora la selezione e la revisione degli scritti è un compito che affronto da solo, ma con amici che sono scrittori professionisti stiamo pianificando di portare il progetto ad un nuovo livello. Vedremo se le nostre ambizioni saranno più grandi di noi… o se la nostra incoscienza ci aiuterà.

L&B: Ci sono progetti futuri nel mondo letterario? Dobbiamo aspettarci un marchio editoriale firmato “Questa è Torino”?

Michele Albera: Oltre al già menzionato obbiettivo di condividere l’onere della selezione e della revisione ci sono alcune idee in cantiere. Per ora partiremo con un romanzo a puntate che riprende la formula del feuilleton a me molto cara. Più avanti mi piacerebbe allargare gli orizzonti al fumetto e ai racconti illustrati. L’unica costante deve essere il fatto che al pubblico il libro digitale non costi nulla. Mi piace pensare che l’ebook, se l’autore lo vuole, possa essere il Robin Hood della letteratura.

L&B: Dalle tue parole si capisce che credi molto nell’autopublishing. E’ così?

Michele Albera: Questo è un discorso complesso che ho affrontato più volte e a cui è difficile rispondere con un sì o un no. Il rischio di non porre limiti all’auto-pubblicazione è ovviamente quello di abbassare il livello generale e di cancellare figure importanti come il revisore di bozze o l’editore. Tutto questo va a discapito del prodotto finale e, nel nostro caso, della letteratura. Dall’altro lato mi chiedo quante uscite editoriali, virtualmente di alta qualità, ci siamo persi perché una casa editrice ha deciso, ad esempio, di puntare su “incidenti in galleria” come 50 sfumature di grigio piuttosto che su un autore alla prima prova letteraria. Il mio autore preferito, Sir Arthur Conan Doyle (autore non solo di Sherlock Holmes, ma di lungimiranti opere come Il mondo perduto), al suo primo libro venne respinto da ben tre editori. L’ultimo gli diede una cifra ridicola e pubblicò quasi controvoglia Uno studio in rosso…

L&B: Curiosità: Hai mai scritto un libro?

Michele Albera: Attualmente scrivo per il quotidiano online Mole24.it. Mi occupo di recensioni di libri (ebbene sì, anche io!) ed interviste. Da un anno ho una rubrica dedicata al mistero e alla cronaca nera del passato. Sempre con questo gruppo stiamo lavorando al mio primo libro, che sarà scritto a quattro mani con Federico Mosso. Non sarà un romanzo, ma una guida che propone un itinerario “noir” per le vie di Torino, raccontando dieci fatti di cronaca del passato in maniera romanzata, ma ligia ai documenti storici che abbiamo raccolto. Per quanto riguarda un possibile romanzo… sono il peggiore revisore di bozze di me stesso, quindi la mia autocritica difficilmente mi farà proporre qualcosa a breve.

L&B: Grazie Michele per il tempo che ci hai dedicato… Attendiamo con ansia il tuo primo libro!

Michele Albera: Un grazie per le piacevoli domande e per lo spazio concessomi. A presto e continuate così!

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