Falce e carrello: il libro di Esselunga minacciato di rogo

di Giada Aramu Commenta

“Nella sua particolareggiata denuncia di come la politica, attraverso il “braccio armato” delle cooperative della Lega, è riuscita a mettere le mani anche sulla spesa degli italiani, il Dott. Bernardo Caprotti, Presidente e socio fondatore della prima catena di supermercati del Paese, dimostra – prove alla mano – quanto quest’insana alleanza, fatta di accordi sottobanco e monopoli nascosti, pesa sul costo degli acquisti alimentari. Nell’interesse della maggiore trasparenza possibile – e anche per evitare che ancora una volta una scomoda verità venga fatta scomparire – si è deciso di mettere in linea, a disposizione di chiunque, la parte della documentazione a sostegno delle dichiarazioni contenute nel libro nella sezione “Il mio atto d’accusa” che non potesse essere accolta tra gli allegati al testo. Pertanto, la migliore guida ai contenuti del sito è lo stesso testo di “Falce e carrello“, edito dalla Marsilio Editori e disponibile in tutte le librerie, nei punti di vendita Esselunga – e perfino nei reparti libri di alcuni negozi Coop… Grazie dell’attenzione”. Aprendo il sito internet dedicato al libro è questo il messaggio ufficiale che si legge in commento allo strumento dello scandalo, un volume di carta e inchiostro che ha scosso l’opinione pubblica, una fazione politica e qualche tribunale.

Il libro “Falce e carrello” distribuito dalla casa editrice Marsilio Editore e venduto nelle librerie italiane e nei punti vendita Esselunga potrebbe presto essere mandato al macero anche, e soprattutto, alla luce del nuovo provvedimento comunicato in seguito all’ultimo ricorso giudiziario. Esselunga, il suo proprietario, il co-autore del libro e la casa editrice sono stati citati in giudizio da Coop che ha vinto la causa, ha obbligato il pagamento di 300.000 euro e ha ottenuto che il libro venisse ritirato dal mercato. Anzi, meglio se mandato al rogo.

Proprio a riguardo di questa ultima affermazione si è scatenata l’ira di poltici, editori e lettori. Primo fra tutti Franco Siddi, presidente della Fnsi, ha dichiarato che bruciare un libro sia un gesto assolutamente anticulturale e, come in questo caso, antidemocratico. Il Tribunale di Milano ha ormai rilasciato la sua sentenza e ogni libro sul mercato sarà ritirato e mandato dritto al macero; un segnale anticostituzionale che forse tradisce la libertà di manifestazione di pensiero sancita nell’articolo 21 della Costituzione.

La stampa, ancora una volta, ferisce gli equilibri politici e aziendali svelando cioé che non avremmo mai saputo. Ma se il libro ormai non può essere più acquistato, il sito web dedicato alla pubblicazione sceglie di non tacere. Visitatelo qui.

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