Salone del Libro 2012: editoria ammazza foreste, la protesta di Greenpeace

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Scrittori, tablet e… Proteste! Al Salone del Libro di Torino ha approdato anche Greenpeace che ha occupato gli stand di Feltrinelli e Giunti per sensibilizzare i lettori riguardo alla provenienza della carta utilizzata per la stampa dei volumi pubblicati in tutto il mondo, una materia che siamo abituati a toccare con mano e sulla quale spesso non ci poniamo le giuste domande.

Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace, ha così commentato la comparsa dell’associazione alla rassegna letteraria:

E’ dal 2004 che Feltrinelli gioca a nascondino con Greenpeace fingendo di essere interessata ad avere una politica sostenibile e poi non prendendo reali impegni in merito. E’ giusto che i lettori lo sappiano e ora, con la nostra classifica “Salvaforeste”, abbiamo deciso di mettere a nudo le case editrici proprio nel posto in cui più vorrebbero farsi pubblicità, qui al Salone del libro. Il silenzio e il disinteresse di Feltrinelli di fronte a fenomeni come la distruzione delle foreste e l’estinzione degli ultimi oranghi non è più accettabile e Greenpeace non si riterrà soddisfatta fino a quando Feltrinelli non mostrerà trasparenza e responsabilità nei confronti delle foreste e dei propri lettori.

La protesta di Greenpeace ha attirato l’attenzione di molti lettori che hanno osservato da lontano l’arrivo di numerosi oranghi che, minuti di cartelli e striscioni, hanno occupato gli stand delle case editrici incriminate.

Il tema è sicuramente scottante per tutti i lettori che, oltre al piacere della lettura, sognano di poter proteggere la salute delle foreste più rigogliose, patrimonio naturale dell’umanità. Può il comportamento di una casa editrice porre un segnale di arresto negli acquisti da parte dei lettori? Se per voi la salute delle risorse naturali è tanto importante quanto una buona lettura, cliccate sul link di Greenpeace (qui) dove potrete leggere la classifica completa Salvaforeste dedicata alle casa editrici più, o meno, virtuose.

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