Editoria indipendente? Finanziarla dal basso

di Valentina Cervelli Commenta

Titoli particolari e non “blockbuster” della letteratura? Se vi piacciono, contribuite ai costi di produzione. E’ questa l’idea/provocazione che arriva dalla Sagoma Editore, casa editrice vimercatese. Soprattutto se si ha voglia di continuare a leggere i libri, molto belli ma spesso non grandiosi in fatto di vendite, delle librerie indipendenti.

L’editore in questione ha lanciato l’iniziativa per la prossima pubblicazione de “Il giro del mondo in 80 giorni”, il diario dell’avventura  di Michael Palin, ex Monty Phyton. Aderire in realtà è molto semplice: basta connettersi al sito di crowdfounding Eppela.com, specializzato in questo tipo di operazioni e scegliere tra le varie opzioni di contributo disponibili, le quali (per inciso) partono dai 2 euro in su.

Un sistema spesso utilizzato anche da alcune produzioni indipendenti cinematografiche al quale, in base al versamento corrisposto, corrisponderanno diversi tipi di riconoscimento dell’offerta. Un esempio? L’invio dell’ebook, il ringraziamento nella pagina Facebook dell’editore fino alla menzione all’interno del libro per coloro che avranno effettuato il versamento più ampio. La decisione è stata spiegata da Carlo Amatetti, il presidente di Sagoma Editore, attraverso un comunicato:

È anche il lettore, quindi, a dover far sentire la propria voce, dando il proprio sostegno attivo alla sopravvivenza, e poi alla crescita, degli editori indipendenti. Sagoma ha scelto una strada difficile, quella di una proposta verticale in un mercato sempre più saturo, ma ha deciso di non arrendersi: la convinzione è che l’umorismo sia un aspetto fondamentale della vita, e che proprio in questo momento ci sia un gran bisogno di quello intelligente e di spessore. L’obiettivo è continuare a portare nelle librerie (e negli e-reader) titoli mai pubblicati in Italia: romanzi, saggi, biografie e autobiografie dei grandi del mondo dello spettacolo, piccole perle che meritano di essere conosciute.

Sebbene ad una prima analisi un atteggiamento del genere possa far storcere il naso, bisogna fermarsi a pensare alla crisi economica ed agli effetti che la stessa ha avuto nel settore dell’editoria. Molti libri, sebbene di carattere ed ampia caratura estera, difficilmente riescono ad approdare in Italia. In questo modo è possibile superare l’ostacolo.

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