Gran Bretagna, e-book al controllo dell’Antitrust

di Valentina Cervelli Commenta

Basta fare un giro tra forum specializzati in informatica e letteratura per rendersi conto che il metodo con il quale le casi editrici vendono i libri da loro editi non corrisponda propriamente ai desideri dei lettori.  In Gran Bretagna il problema si è fatto più ampio, spingendo l’Antitrust ad aprire dei fascicoli di indagine.

L’Office Fair Trading (OFT), adibito alla verifica della esistenza di norme di giusta concorrenza, in seguito a diverse denuncie, ha posto sotto la lente di ingrandimento dell’autorità le pratiche relative alla vendita di e-book: sembrerebbe infatti che alcuni editori, coadiuvati da altrettanti rivenditori, possano avere infranto le norme che regolano la concorrenza in materia.

Non si tratta di un capriccio, ma di un atto dovuto in seguito alla ricezione di numerose segnalazioni.Spiega una nota:

L’indagine è in una fase iniziale, e non si deve presumere che le parti coinvolte abbiano violato le leggi antitrust.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli, ma secondo un rapporto composto dal Wall Street Journal, in Gran Bretagna si sarebbe venuta a creare una situazione del settore analoga a quelle che hanno coinvolto gli stati americani del Connecticut e del Texas. Ciò che si contesta, nei casi sopracitati, è l’attuazione del modello “agency pricing“, che dovrebbe dare modo agli editori di scegliere il prezzo di vendita, salvo destinare una percentuale ben precisa (circa il 30%) ai rivenditori, veri e propri “agenti” della casa editrice in questo caso perché tramiti per la vendita.

Si tratta di un sistema discretamente diffuso nei paesi anglosassoni per ciò che riguarda il mondo dell’editoria digitale. Un esempio di questo tipo di commercio di e-book è dato dagli accordi tra Amazon ed Apple con case editrici come la Penguin e la HarperCollins.  Si tratta al contrario di un metodo scarsamente utilizzato dagli altri paesi, che per evitare il tracollo delle case editrici indipendenti, preferiscono controllare e regolare il prezzo al dettaglio.

In tutto ciò l’interrogativo rimane lo stesso. Quale sarebbe il giusto prezzo da far pagare per un e-book?

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