Un diario dai gulag staliniani, la testimonianza e i ritratti di Evfrosinija Kernovskaja

Se molto sappiamo dei lager, pochissimo sappiamo invece dei gulag staliniani, che fagocitarono buona parte della popolazione russa durante il regime.

Quanto vale un uomo è la storia vera di Evfrosinija Kernovskaja, una giovane donna di cultura, che parla sei lingue e conduce l’azienda di famiglia da quando suo padre è morto. Vive in Bessarabia, una regione inglobata ai primi del novecento nella Romania. La Russia staliniana, però, non accetta la perdita di quello che considera un proprio territorio e la invade.

Evfrosinija, come molti altri, ha sposato da tempo un ideale di giustizia sociale: paga bene i suoi operai, in un tempo in cui lo sfruttamento della manodopera non è considerato un problema, li aiuta se hanno dei problemi. Quando arriva l’armata russa, dunque si sente al sicuro e decide di non fuggire.

Grande è il suo stupore quando si vede classificata come una possidente, quindi una nemica del popolo. Dopo che le sono stati confiscati i beni e che i tentativi di indottrinamento sono falliti, a causa delle sue acute domande, Evfrosinija viene arrestata e condannata a morte.

Durante tutta la sua prigionia, Evfrosinija non smetterà mai di scrivere il suo diario o di tracciare, quando è possibile, ritratti di ciò che vede e di ciò che racconta. Sopravvissuta ai gulag raccoglie queste pagine di valore inestimabile in un unico resoconto.

Quanto vale un uomo è uno di quei libri che ci faranno soffrire nello stesso modo in cui ci incuriosiranno o ci faranno ridere. La narrazione è alla portata di tutti. Il volume, molto corposo, colma tutta una serie di vuoti che lo studio della storia ufficiale non è mai riuscita a colmare. Fino a questo momento.

E a un tratto, con la stessa voce monotona, lo speaker annuncia: “L’Unione Sovietica rivendica il territorio della Bessarabia. Una commissione mista composta dai generali tali e talaltro si sta recando in aereo a Odessa per regolare la questione…”
La mamma si stava portando la tazza alla bocca. La sua mano cominciò a tremare, e la tazza si posò tintinnando sul piattino. […] Credo che non mi rendessi ben conto di quello che avevamo sentito. Oppure mi era sembrato qualcosa di poco serio, l’ennesima voce falsa.[…]
Lasciai il lavoro e corsi a casa. Sulla via che attraversa il villaggio di Tsepilovo sfilavano blindati sporchi di fango, di colore grigio-verde, piccoli carri leggeri. […] L’istruttore politico decantava la collettivizazione, definendola “volontaria”; io mi domandavo come definire il concetto di “volontario ” e come spiegare la carestia del 1933 […] dato che potevo ammettere la possibilità della fame solo su un’isola deserta e brulla, dopo un naufragi, ma non nel paese che vantava la maggior produzione di grano del mondo. Domandavo quale organo sociale o statale controllasse l’operato di Stalin, e in che modo il popolo potesse limitare il suo potere e impedire che si trasformasse in dispotismo.

Evfrosinija Kernovskaja
Quanto vale un uomo
Bompiani
Pagine: 720
Prezzo: 26,50 EURO
ISBN: 45262142

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