Una cosa divertente che non farò mai più, di David Foster Wallace

di Valentina Cervelli Commenta

Come definire “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace se non un colpo di genio davvero? Immaginate che vi venga commissionata da una rivista importante come  “Harper’s” un reportage su una settimana in crociera su una nave extra-lusso e di trovarvi a vivere una situazione surreale che scatena il vostro senso critico: benvenuti all’interno del libro.

Questa è l’opera che ha fatto scoprire il talentuoso scrittore agli italiani e va detto, forse non poteva esserci un biglietto da visita migliore. Sarà che questa tipologia di libri mi piacciono proprio per la propria forma, sarà che lo stile è veloce e furbetto, ma devo dire che questo primo approccio con David Foster Wallace non è andato poi male, anzi tutt’altro. Ci sono delle penne che meritano di essere lette e lui è una di queste. Perché nel sottolineare i difetti di quella che è la società ricca americana ( applicabile perfettamente a quella di qualsiasi angolo del mondo, N.d.R.) non risulta mai noioso o saccente, ma sagace e pungente. Ed è questo che si certa in libri di un certo tipo di critica.

Non si tratta di caratteristiche facilmente riscontrabili. “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace  era inizialmente proprio il reportage richiesto, sottoposto a tutta una serie di revisioni che lo hanno ampliato fino a farlo diventare il testo che conosciamo. E che rappresenta un ottimo approccio allo scrittore se non lo si è mai letto. E’ un libro davvero consigliato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>